Palermo, Pierozzi: «Inzaghi? Un rapporto che va oltre il calcio»
Nel prosieguo dell’intervista firmata da Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, Niccolò Pierozzi approfondisce il legame con Inzaghi e il suo ruolo all’interno dello spogliatoio rosanero. Il Corriere dello Sport, attraverso le parole raccolte da Paolo Vannini, mette in luce un rapporto che va oltre il campo, consolidato negli anni tra Reggina, Salernitana e Palermo. Paolo Vannini, nel suo contributo sul Corriere dello Sport, evidenzia come Pierozzi sia diventato anche un punto di riferimento per i compagni.
Alla domanda sull’etichetta di “fedelissimo”, il giocatore risponde senza esitazioni, come riportato da Paolo Vannini sul Corriere dello Sport:
«Non mi limita affatto, fra me e il mister c’è un rapporto di fiducia che prosegue da anni e che va oltre il calcio. Siamo stati assieme alla Reggina e a Salerno, l’ho ritrovato a Palermo. So come lavora, ho cercato di essere un riferimento anche per i compagni spiegando le sue idee».
Nel corso dell’intervista al Corriere dello Sport, Paolo Vannini si sofferma anche su una curiosità legata al rapporto con il gemello Edoardo, spesso protagonista di coincidenze singolari:
«E’ vero, lo abbiamo notato anche noi, ne parliamo e ci scherziamo spesso. Alcune cose fra gemelli accadono anche se non te le spieghi; le sentiamo e basta. E comunque stimolarsi a vicenda può fare solo bene a tutti e due».
Sempre nell’intervista raccolta da Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, Pierozzi analizza anche l’evoluzione del tecnico Inzaghi nel corso degli anni:
«Ha aggiunto qualcosa, il calcio è in evoluzione e a livello lavorativo lui e lo staff si aggiornano di continuo. Per esempio alla Reggina usavamo un modulo e qui un altro; resta il suo marchio di fabbrica che credo non cambierà mai, il temperamento. E penso lo abbia trasmesso bene a questo Palermo».
Infine, nel focus pubblicato dal Corriere dello Sport e firmato da Paolo Vannini, spazio anche al momento della squadra e al prossimo impegno contro l’Avellino:
«Credo che a questo punto del campionato tutti arrivino un po’ usurati; la condizione che conta è quella mentale, la differenza la deve fare la voglia. Ci sono 6 partite ma ne pensiamo una per volta».
