Palermo, perché?

Seconda vittoria della parentesi Diego Bortoluzzi. Dopo l’inaspettato successo contro la Fiorentina e il pari in extremis di settimana scorsa a Verona, oggi il Palermo ha battuto anche il Genoa per 1-0 con una buona prestazione, soprattutto degli “anziani” Rispoli e Diamanti e il giovane Fulignati. Successo contro i grifoni fine a se stesso, vista l’ormai aritmetica retrocessione della compagine siciliana.

È stato il capitano Andrea Rispoli a mettere la firma sul match. Con la sua solita grinta e corsa, il numero 3 rosanero ha messo a dura prova la difesa rossoblù fino a costringere Lamanna a portarsi in rete la palla al 13′. Nel sempre più deserto e desolato “Barbera”, gli uomini di Bortoluzzi hanno provato a salvare la faccia e l’onore conquistando i tre punti e inguaiando la squadra di Juric.

Il Palermo che fino a qualche settimana fa passava in vantaggio e si faceva recuperare in rimonta, miracolosamente è cambiato. Evidentemente l’ex vice di Guidolin avrà portato con sé una cura che i suoi predecessori disconoscevano. Eppure l’organico con tanto di degenze e limiti tecnici è sempre quello.

Che qualcuno stia dando il meglio di sé adesso per farsi riconfermare il prossimo anno? Impossibile non avere dei dubbi. Soprattutto vedendo una squadra bersagliata per tutti i novanta minuti dalla propria tifoseria, vincere contro la Fiorentina prima e il Genoa adesso, senza mai rischiare troppo. In particolare una domanda sorge spontanea: perché?

Palermo, perché vincere adesso? Perché non impegnarsi così quando tutto era ancora in gioco? Perché non portare a casa il risultato quando il pubblico era ancora dalla tua parte? E già che ci siamo, perché non pensare prima a Bortoluzzi? Il tecnico, infatti, in cinque gare ha fatto più dei suoi predecessori con due vittorie, due pareggi e una sconfitta. Ma non solo. Sembra anche aver cambiato l’atteggiamento della squadra.

Ormai è inutile piangere sul latte versato. Il Palermo il prossimo anno giocherà in serie B e nelle ultime due giornate Rispoli e compagni dovranno continuare su questa strada per onorare la maglia. Forse anche arbitrando la lotta salvezza…

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Katia Virzì