Dopo il riconoscimento ricevuto alla 65ª edizione dei Premi dell’Anno Ussi Sicilia, il presidente del Palermo Dario Mirri ha tracciato un bilancio tra risultati sportivi, impegno sociale e prospettive future del club.
«È un onore ricevere questo premio», ha esordito Mirri, che ha però subito riportato l’attenzione sugli obiettivi sportivi: «Un buon presidente è innanzitutto un presidente che vince. Non posso cullarmi su questo riconoscimento, dobbiamo andare avanti e non fermarci».
Il numero uno rosanero ha ricordato il percorso della società dalla rifondazione: «In tre anni dalla Serie D siamo arrivati in Serie B e quindi abbiamo vinto. Ma continuare a vincere è sempre più difficile, anche per il livello degli avversari e per le aspettative».
Spazio anche all’impegno sociale del club, elemento centrale del progetto Palermo: «Questo premio mi rende felice perché legato a ciò che facciamo per la nostra città e la nostra regione». Mirri ha poi ricordato uno dei primi gesti simbolici: «Dopo la vittoria in Serie D, i giocatori decisero di devolvere il premio in beneficenza per realizzare un campo per i ragazzi».
Un percorso che prosegue ancora oggi: «Il Palermo è parte di un grande gruppo internazionale, ma non ha perso lo spirito originario. Abbiamo avviato i lavori a Piazza Magione e presto consegneremo un campo alla comunità: è solo il primo di tanti».
Guardando al futuro, il presidente ha ribadito l’ambizione legata a Euro 2032: «Palermo deve tornare a essere davvero la quinta città italiana. È una sfida importante, con tempi precisi: i lavori dovranno iniziare entro il 2027 e concludersi entro il 2031».
Infine, un passaggio sul campo e sul finale di stagione: «Prima di parlare di playoff dobbiamo raggiungerli. Dobbiamo pensare al piano A, poi saremo pronti ad affrontare tutto. Quando li abbiamo giocati, lo abbiamo fatto per vincerli e con quello spirito dovremo eventualmente ripresentarci».