Il conto alla rovescia verso il raduno è ormai agli sgoccioli, ma il Palermo si presenta all’appuntamento con alcune caselle ancora da completare. Come sottolinea Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, gli innesti di Nahuel Estevez, Tommaso Cassandro e Hernani hanno certamente aumentato il livello tecnico e ampliato le soluzioni a disposizione di Filippo Inzaghi, ma il lavoro della dirigenza è tutt’altro che concluso. Le maggiori attenzioni restano concentrate sul reparto offensivo, dove servono ancora rinforzi per completare un organico costruito per puntare alla promozione in Serie A.
Secondo Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, il sistema di gioco scelto da Inzaghi, il 4-2-3-1, richiede esterni offensivi di qualità e profondità. Al momento, però, la batteria dei trequartisti è ancora incompleta. Sul versante destro, infatti, le alternative sono limitate: oltre a Johnsen, restano Gyasi e Le Douaron, due elementi il cui futuro in rosanero è ancora tutto da definire e che potrebbero anche lasciare Palermo qualora arrivassero offerte convincenti.
Come evidenzia Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, il rallentamento della trattativa per Zito Luvumbo rappresenta uno degli esempi delle difficoltà incontrate dal club sul mercato. Continuare a inseguire calciatori poco convinti di scendere in Serie B o con richieste economiche elevate è una strategia comprensibile, ma adesso diventa necessario imprimere un’accelerazione alle operazioni per consegnare all’allenatore una rosa il più possibile completa.
Per Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, osservare le mosse delle concorrenti serve fino a un certo punto. Il Palermo deve concentrarsi esclusivamente sul proprio percorso, cercando di ridurre al minimo le incognite prima dell’inizio della preparazione. L’obiettivo è permettere a Filippo Inzaghi di lavorare fin dai primi giorni con un gruppo definito, evitando che il 4-2-3-1 possa essere limitato nelle sue potenzialità dall’assenza degli esterni offensivi che ancora mancano all’appello. L’arrivo di due rinforzi, uno per fascia, renderebbe infatti la squadra più imprevedibile, più equilibrata e più adatta all’idea di calcio del nuovo tecnico.