A distanza di nove anni, Palermo e Juventus tornano ad affrontarsi. Quello di Perth non sarà soltanto un appuntamento prestigioso della preparazione estiva, ma soprattutto l’ultimo vero banco di prova per Filippo Inzaghi prima dell’inizio delle gare ufficiali. Come racconta Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, il tecnico rosanero vuole sfruttare il confronto con una formazione di livello superiore per verificare i progressi compiuti durante il precampionato.
L’ultimo incrocio tra le due squadre risale alla stagione 2016/17. Da allora Palermo e Juventus non si sono più affrontate. Una sfida che, soprattutto tra il 2009 e il 2011, regalò grandi soddisfazioni ai colori rosanero: il Palermo riuscì infatti nell’impresa di battere i bianconeri quattro volte consecutive, tra Barbera e Torino.
L’ultimo test prima del Lecce
Per il Palermo, però, il fascino della storia lascia rapidamente spazio alle esigenze del presente. Come sottolinea Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, la partita contro la Juventus arriva a una settimana dall’esordio ufficiale contro il Lecce in Coppa Italia e rappresenterà l’occasione per capire quanto siano stati assimilati i nuovi principi tattici.
Contro il Melbourne City Inzaghi aveva dato spazio a numerose seconde linee. Stavolta l’orientamento è differente: toccherà soprattutto ai giocatori utilizzati meno nella precedente amichevole, con diversi titolarissimi pronti a partire dal primo minuto.
L’obiettivo non sarà tanto ottenere un risultato di prestigio quanto verificare organizzazione, tenuta e capacità di applicare il nuovo sistema di gioco contro un avversario di caratura superiore.
Inzaghi insiste sul 4-2-3-1
Il principale osservato speciale sarà ancora il 4-2-3-1. Secondo quanto evidenziato da Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, contro il Melbourne City il nuovo modulo ha fornito probabilmente le risposte migliori dell’intera preparazione: maggiore fluidità nella costruzione, equilibrio nella fase di non possesso e soprattutto una migliore collaborazione sulle corsie esterne.
In porta dovrebbe esserci Joronen, protetto dalla linea a quattro formata da Cassandro, Mattia Bani, Magnani e Augello. In mezzo al campo la coppia dovrebbe essere composta da Ranocchia ed Estevez.
Sulla trequarti, invece, Inzaghi dovrebbe affidarsi a Gyasi, Hernani e Johnsen, chiamati a muoversi alle spalle del riferimento offensivo Pohjanpalo.
Strefezza parte dalla panchina
Ancora presto, invece, per vedere Strefezza dall’inizio. Il nuovo acquisto rosanero ha raggiunto da poco i compagni in Australia e non possiede ancora la stessa condizione atletica del resto del gruppo.
Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia evidenzia quindi come Strefezza sia destinato inizialmente alla panchina. Inzaghi non vuole accelerare i tempi con un giocatore chiamato a diventare una delle armi principali del Palermo durante la stagione.
Juventus vero esame per il Palermo
Il livello di difficoltà rispetto alla gara con il Melbourne City salirà inevitabilmente. Saranno soprattutto la capacità di mantenere le distanze tra i reparti, l’intensità e l’ordine tattico a fornire le indicazioni più interessanti.
Per questo il risultato resterà in secondo piano. A Inzaghi interessa capire se il Palermo riuscirà a rimanere dentro la partita rispettando i principi sui quali ha lavorato durante tutta la preparazione.
Dopo la Juventus, infatti, il tempo degli esperimenti sarà praticamente terminato. Arriveranno la Coppa Italia e subito dopo il campionato. Nove anni dopo l’ultimo confronto, Palermo-Juventus torna dunque in una veste amichevole, ma per Inzaghi sarà soprattutto una prova generale in vista delle partite che conteranno davvero.