Cambiare dieci uomini su undici poteva sembrare un azzardo, invece la vittoria contro il Mantova ha rafforzato una delle convinzioni sulle quali Filippo Inzaghi insiste dall’inizio della stagione: il Palermo deve poter contare su 21 potenziali titolari, 22 considerando anche il secondo portiere.
Come sottolinea Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, il massiccio turnover effettuato in Coppa Italia non era un segnale di scarso interesse verso la competizione. Al contrario, è servito a verificare la profondità di una rosa costruita proprio per consentire al tecnico di cambiare interpreti senza perdere competitività.
L’unico calciatore confermato rispetto all’undici iniziale di Arezzo è stato Strefezza, schierato dal primo minuto a causa del forfait improvviso di Gyasi.
Il Palermo “B” convince Inzaghi
L’altra versione del Palermo ha offerto una prima mezz’ora di alto livello, prima di allentare la pressione e consentire al Mantova di completare la rimonta a inizio ripresa. A quel punto sono stati due titolarissimi come Johnsen e Pohjanpalo a riportare la qualificazione dalla parte dei rosanero.
Ma, al di là del contributo decisivo dei leader offensivi, Alessandro Arena evidenzia le numerose risposte positive arrivate dalle seconde linee.
Buono l’esordio di Bozzolan e Barba: il primo ha garantito spinta, mentre il secondo si è distinto anche per un salvataggio nel finale. Segnali positivi anche da Gomes, apparso solido, da un Vavassori sempre più brillante e da Estevez, ordinato e lucido.
Da rivedere invece Gabrielloni, combattivo ma troppo spesso isolato, così come Magnani, ancora lontano dalla condizione migliore, e Cassandro, impegnato nel contenere la spinta di Benaissa-Yahia. Secondo il Giornale di Sicilia, si tratta comunque di aspetti sui quali sarà possibile lavorare nel corso della stagione, considerando esperienza e personalità dei tre giocatori.
Dalla Samp torna il Palermo “A”
Contro la Sampdoria, Inzaghi potrebbe tornare ad affidarsi dal primo minuto a gran parte degli uomini utilizzati nelle prime giornate di campionato. La partita con il Mantova, però, ha lasciato una certezza importante: alle spalle dei titolari esistono alternative in grado di dare il proprio contributo.
Un elemento che segna una differenza rispetto alla passata stagione. Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia ricorda come uno dei problemi del precedente Palermo fosse proprio il ridotto impatto dei rincalzi, con Peda e Rui Modesto, e in alcune circostanze Le Douaron, tra le poche eccezioni.
In questo avvio, invece, Inzaghi ha ricevuto indicazioni positive praticamente da tutti i giocatori utilizzati, a partire dalla sfida di Coppa Italia contro il Lecce.
Il mercato di Osti ha consegnato due squadre a Inzaghi
La profondità della rosa potrà diventare ancora più importante quando il calendario proporrà una serie di impegni ravvicinati. Dopo le tre settimane di sosta indicate tra 20 settembre e 10 ottobre, la gestione delle energie e la possibilità di concedere riposo ai titolarissimi assumeranno un peso maggiore.
In questo senso, secondo il Giornale di Sicilia, è stato fondamentale il lavoro svolto da Carlo Osti sul mercato. Il direttore sportivo ha operato con l’obiettivo di consegnare, di fatto, due squadre competitive a Inzaghi.
Il Palermo “A” aveva già fornito diverse conferme nelle prime gare, pur con qualche meccanismo difensivo ancora da perfezionare. Adesso anche il Palermo “B” visto contro il Mantova ha fornito segnali incoraggianti.
E quando le partite si complicano, Inzaghi sa inoltre di poter ricorrere alle individualità dei suoi uomini migliori: Augello è stato decisivo ad Arezzo, Johnsen e Pohjanpalo hanno indirizzato nuovamente la sfida contro il Mantova. Una profondità che potrà diventare una delle armi principali del Palermo durante la stagione.