C’è un’immagine che racconta più di qualsiasi statistica. È l’abbraccio di Inzaghi con i suoi giocatori dopo il 2-0 firmato da Le Douaron contro il Südtirol. Un gesto che, come scrive Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, vale forse più di un gol perché fotografa lo spirito e l’identità del Palermo di oggi.
Non è soltanto una scena di esultanza. È il manifesto di una squadra che si è riconosciuta nel proprio allenatore, che ha trovato compattezza e una direzione chiara. Secondo Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, quell’abbraccio racchiude il senso di una stagione che, in condizioni “normali”, vedrebbe i rosanero già davanti a tutti. Invece la concorrenza corre allo stesso ritmo, in un campionato in cui le prime collezionano risultati come figurine.
Il Palermo però risponde presente. I numeri raccontano di 14 risultati utili consecutivi da Chiavari in poi, di otto vittorie di fila al Barbera, di cinque partite consecutive con tre gol segnati e di un distacco ridotto a tre punti dal secondo posto. Ma è l’aspetto emotivo a fare la differenza. Come sottolinea ancora Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, l’unità tra squadra e tecnico rappresenta l’esatto contrario di quanto visto nella scorsa stagione, quando lo spogliatoio appariva diviso e privo di una guida forte.
Inzaghi stesso ha frenato gli entusiasmi nel post gara, consapevole che mantenere questo ritmo non sarà semplice. Tuttavia, quei fotogrammi dopo la rete di Le Douaron trasmettono fiducia: il Palermo ha assunto il Dna del suo allenatore, un tecnico abituato a vincere ma anche a soffrire, capace di trasferire la propria mentalità al gruppo.
Adesso l’attenzione si sposta su Pescara. Una trasferta contro l’ultima in classifica che, avverte Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, dovrà essere affrontata come una finale di Champions. Poi Mantova e Carrarese completeranno un mini ciclo sulla carta favorevole, tre gare da capitalizzare per continuare a mettere pressione a chi sta davanti.
Chiudere al massimo questo trittico è quasi un obbligo morale. Perché questo Palermo, quello che si stringe attorno al suo allenatore, trasmette solidità e ambizione. E quell’abbraccio, oggi, vale più di qualsiasi proclama.