L’effetto-cambio, almeno finora, non si è visto. La panchina del Palermo non sta garantendo l’apporto sperato e i numeri parlano chiaro, soprattutto se messi a confronto con le stagioni passate e con le squadre che hanno costruito le proprie fortune proprio grazie ai subentrati. A fare il punto è Salvatore Orifici sul Giornale di Sicilia, analizzando un dato che pesa nell’economia del campionato rosanero.
Sono soltanto cinque le reti realizzate dai giocatori entrati a gara in corso nelle 19 partite disputate, a fronte di 94 sostituzioni effettuate. Un bottino che colloca il Palermo all’ottavo posto nella speciale classifica di Serie B relativa ai gol dalla panchina, come sottolinea ancora Salvatore Orifici sul Giornale di Sicilia.
Analizzando nel dettaglio il dato, emerge che tutti e cinque i gol sono arrivati nell’arco di appena due partite. La prima occasione risale alla sfida Palermo-Bari, grazie alle reti di Le Douaron e Gomes, entrambi decisivi dopo essere stati chiamati in causa a gara in corso. Poi, nel 5-0 contro il Pescara, sono arrivati altri tre gol firmati da Segre, Brunori e Diakité. Tutti elementi entrati dalla panchina e protagonisti assoluti del match, come ricostruisce il Giornale di Sicilia nell’articolo firmato da Salvatore Orifici.
Al di là di queste due gare, però, nessuna sostituzione ha più inciso in maniera determinante sull’andamento di una partita. Un dato che diventa ancora più significativo se confrontato con la scorsa stagione: tra le squadre promosse in Serie A, Sassuolo e Cremonese avevano costruito parte del loro percorso proprio grazie all’impatto dei subentrati, rispettivamente con 22 e 19 reti dalla panchina. Un confronto evidenziato ancora da Salvatore Orifici sul Giornale di Sicilia.
Va detto che la statistica non rappresenta una regola assoluta. Lo stesso Inzaghi ne è testimone: nella scorsa stagione, il suo Pisa aveva realizzato soltanto cinque gol con i subentrati nell’intero campionato, esattamente quanti ne ha segnati finora il Palermo. Un dato che, come conclude il Giornale di Sicilia a firma Orifici, racconta una tendenza da migliorare ma non necessariamente un limite strutturale.