Palermo. Di Mariano, un gol per candidarsi a profeta in patria

L’edizione odierna de “La Repubblica” si sofferma sul gol di Di Mariano contro il Pisa, un gol per candidarsi profeta in patria.

Il ragazzo di Borgo Nuovo che vuole spaccare il mondo, ma sulla fascia corre e si danna a vuoto. Il numero 10 al quale i tifosi, dopo 6 partite incolori, stava cominciando a rinfacciare la legge della storia rosanero: “Nemo propheta in patria”, nessun picciotto re a Palermo. Mente lui, Francesco Di Mariano, nipote di Totò Schillaci, a Terni rischia di perdere il controllo e affronta gli ultras inferociti e poi si scusa sui social. Così, sembra un segno del destino, quello che si è visto all’11’ al “Barbera” contro il Pisa: Di Mariano che divora i metri con uno scatto e segna il suo primo gol con la maglia del Palermo. Proprio sotto quella curva da cui finora erano partite critiche e insulti, forse d’amore deluso, nella speranza di poter incoronare un re palermitano. Un gol atteso per sei partite quello di Di Mariano. A volte non trovato per sfortuna (un palo), altre per imprecisione o per prestazioni di grande volontà e tanta confusione, spesso dettata dal peso addosso della maglia rosanero.

È stata un’altalena la settimana dell’attaccante partito da Palermo ragazzino e tornato a casa a 26 anni, da calciatore fatto, con due promozioni in A conquistate da protagonista e una carriera di 170 partite in B condite da 20 gol e 15 assist. Si è sbloccato sabato il numero 10 prelevato dal Lecce per un milione di euro e voluto fortemente da Eugenio Corini che lo aveva allenato al Novara: «Se gioca con la mente libera può fare grandi cose», ha detto il tecnico qualche giorno fa. E la libertà che alleggerisce dall’ansia di prestazione, si è vista anche da quello che è successo dopo il gol: le galoppate sulla fascia, i duelli e i calci subiti e poi quel pallone sradicato nel secondo tempo alla difesa del Pisa, la corsa e il cross che hanno dato il “la” all’azione del 3-1 del Palermo. Si era presentato allo scadere del mercato estivo «come Francesco Di Mariano e non come il nipote di Totò Schillaci», il figlio di Rosalia, la sorella dell’eroe palermitano di “Italia 90”. Da veterano della serie B, dove sta giocando il suo settimo campionato, ha detto subito che questo Palermo nuovo ha bisogno di fare al più presto 35-40 punti per salvarsi. E per sé stesso si era ripromesso di superare il record di 8 gol segnati con il Venezia, ma di essere soddisfatto anche se dovesse riuscire a fare segnare i compagni. Al Palermo servono entrambe le cose. E a Pisa, potrebbe essere scoccata l’ora di un profeta in patria che non si vede dai tempi di Tanino Vasari.

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Redazione Ilovepalermocalcio