Palermo, così non ci siamo: Almici non basta, il gol resta un tabù

Il Palermo di Boscaglia, ieri pomeriggio, dopo la prima sconfitta per 2-0 rimediata nella prima giornata di campionato contro il Teramo, ha incassato anche la seconda sconfitta stagionale, questa volta tra le mura amiche del “Renzo Barbera” (anche se con gli spalti tristemente vuoti), contro l’Avellino guidato da Braglia, nuovamente con il risultato di 2-0.

Gli irpini si sono imposti grazie ad un gol del palermitano D’Angelo, perso da Doda, e all’incursione di Fella. Considerano il pareggio per 0-0 ottenuto sul campo della Ternana mercoledì scorso, dunque, i rosanero hanno conquistato un punto in tre partite giocate. Un bottino piuttosto misero.

Con in due terzini sinistri, Corrado e Crivello, ancora infortunati e con l’indisponibilità di Marconi all’ultimo momento dovuto ad un affaticamento muscolare, il tecnico gelese è stato costretto ad utilizzare nuovamente il 3-5-2, modulo già visto a Terni. A complicare ancora di più la giornata di ieri, è stato il nuovo infortunio patito dal terzino Doda, costretto a lasciare il terreno di gioco, lasciando il posto a Kanouté.

In avanti il duo offensivo formato dalla giovane coppia ex Primavera del Torino Lucca-Rauti non ha fornito le risposte sperate. Spesso i due finivano per pestarsi i piedi, finendo nelle medesime zone del campo e comunque senza creare pericoli significativi alla difesa avversaria. Ieri, l’unico calciatore attorno alla sufficienza è stato Odjer.

A parte gli interpreti e il modulo, la squadra è apparsa sì ancora in ritardo sul piano atletico, ma a preoccupare maggiormente, è stata la confusione tattica e di idee di gioco nel corso dell’intera gara.
L’Avellino ieri, non ha dominato il Palermo. La squadra irpina non ha avuto numerose palle gol per andare on gol, semplicemente i calciatori irpini sapevano molto bene ciò che dovevano fare in campo ed eseguivano passaggi e schemi tattici in maniera ordinata e precisa, concretizzando le occasioni create.

Un notevole passo indietro generale della squadra rosanero rispetto a quanto visto contro la Ternana. Gli esterni non riuscivano a saltare mai l’uomo e Boscaglia non è riuscito a trovare la chiave giusta per scardinare l’attenta retroguardia irpina. Nella ripresa dopo un gol annullato ad Accardi in offside, il Palermo, infatti, ha continuato a giocare improponibili palle in avanti che spesso sono preda dei difensori irpini.

Da considerare comunque che il tecnico gelese attende di poter mettere in mostra il suo 4-2-3-1 con la squadra sempre più vicina alla massima forma atletica possibile. Per raggiungere tale livello, probabilmente, visto quanto mostrato sin qui, occorreranno altre 2-3 settimane, salvo infortuni.

Dopo tre partite il Palermo non ha ancora fatto gol, un segnale palese che questa squadra ha un difetto di fabbrica. Il Presidente Dario Mirri, seduto al suo posto in gradinata, ha assistito alla debacle rosanero.
Adesso servono rinforzi, ed è evidente che a questa squadra serva un attaccante e non un terzino come Almici che, proprio pochi istanti fa, ha firmato il suo contratto che lo legherà al club di Viale del Fante.

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Emanuele Pappalardo