Dimenticare, almeno per il momento, il Palermo specialista dei clean sheet. La nuova squadra di Filippo Inzaghi ha cambiato pelle e le prime giornate stanno mostrando una formazione con caratteristiche profondamente differenti rispetto alla passata stagione. Come sottolinea Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, i rosanero sembrano destinati a proporre un calcio più offensivo, con partite inevitabilmente più aperte.
I numeri fotografano il cambiamento. Soltanto all’esordio contro la Juve Stabia il Palermo è riuscito a mantenere la porta inviolata. Nelle quattro successive giornate di campionato, invece, sia Perin che Fortin hanno dovuto raccogliere il pallone dalla propria porta, per un totale di cinque reti incassate. A queste vanno aggiunte le due subite dal Mantova in Coppa Italia.
Un dato in netto contrasto con quanto accaduto nella scorsa stagione, quando il Palermo aveva chiuso 19 partite senza subire gol, considerando anche Coppa e playoff. Paolo Vannini sul Corriere dello Sport evidenzia inoltre come, nell’intera annata precedente, soltanto in due occasioni i rosanero avessero incassato almeno una rete per quattro turni consecutivi.
Un Palermo creato per attaccare
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla capacità offensiva. Il Palermo ha trovato la rete in tutte le sette partite ufficiali disputate finora tra campionato e Coppa.
Secondo l’analisi di Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, le stesse gare avrebbero potuto produrre ancora più reti rosanero, ma anche qualche gol subito in più. Prima Perin e successivamente, soprattutto, Fortin hanno infatti effettuato interventi determinanti.
La filosofia della squadra appare chiara: il Palermo di Inzaghi è stato costruito per segnare un gol più degli avversari. Anche il passaggio alla nuova formula difensiva ha contribuito al cambiamento. Con due soli centrali, quando gli avversari riescono a ripartire velocemente aumentano inevitabilmente i margini di rischio.
La scelta effettuata durante l’estate è stata però precisa: puntare su tanti calciatori tecnici e di qualità, provando a controllare il gioco per più minuti e trasformare in gol il maggior numero possibile di occasioni.
La sosta per studiare le contromisure
Il lungo periodo senza partite offrirà a Inzaghi la possibilità di studiare eventuali correttivi. Tra le soluzioni ipotizzate c’è anche quella di aggiungere, in determinati momenti delle gare, un centrocampista con maggiori caratteristiche di rottura.
La natura della rosa, però, sembra destinata a rimanere prevalentemente offensiva. Come conclude Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, il Palermo è stato costruito più per segnare che per impedire agli avversari di farlo.
Una scelta che comporta dei rischi ma che, almeno fino a questo momento, ha prodotto risultati positivi in classifica. Per i tifosi potrebbe quindi diventare abituale assistere a partite più aperte e combattute rispetto alla passata stagione, nelle quali anche gli avversari avranno maggiori possibilità di trovare la via della rete.