La parola chiave del 2025 rosanero è una sola: risalita. Un percorso non lineare, fatto di cadute, illusioni e ripartenze, che ha accompagnato il Palermo lungo dodici mesi vissuti sulle montagne russe. A ricostruire il film dell’anno è Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, ripercorrendo mese per mese una stagione intensa e mai banale.
Gennaio si apre con il morale sotto i tacchi. Il Palermo è lontanissimo dalla vetta, naviga a metà classifica e cambia direttore sportivo: fuori De Sanctis, dentro Osti. Dionisi si gioca subito la panchina contro il Modena e riesce a salvarsi con le vittorie su Modena e Juve Stabia, ma i ko con Reggiana e Pisa certificano che la squadra è ancora fragile. Arriva Magnani dal mercato, ma il cantiere resta aperto, come sottolinea Alessandro Arena sulle colonne del Giornale di Sicilia.
A febbraio il ds completa gli innesti portando in Sicilia Audero e Pohjanpalo, accolto come un re dalla tifoseria. Nonostante ciò, i risultati continuano a latitare: pesano i pareggi con Spezia e Mantova, soprattutto dopo il clamoroso 2-2 subito a La Spezia nei minuti finali. Dionisi si salva ancora grazie allo 0-3 di Cosenza, ma la panchina resta bollente.
Marzo regala una timida risalita con il successo sul Brescia e il pari con la Sampdoria, ma mette a nudo vecchie fragilità nel 2-3 contro la Cremonese, con due gol subiti nel finale. Il mese si chiude con l’exploit di Salerno, mentre il rapporto tra Dionisi e la piazza si fa sempre più teso, come racconta ancora il Giornale di Sicilia firmato da Alessandro Arena.
Ad aprile si accende l’illusione: la tripletta di Pohjanpalo nel 5-3 alla capolista Sassuolo sembra il punto di svolta. È solo un fuoco di paglia: il ko di Bari frena nuovamente la corsa. L’1-3 di Catanzaro a fine mese riaccende la speranza di chiudere tra le teste di serie dei play-off.
In maggio, però, arriva la delusione più grande. Solo 4 punti nello sprint finale contro Südtirol, Cesena, Frosinone e Carrarese. L’unica vittoria, proprio contro i ciociari, arriva in un clima di forte contestazione verso Dionisi. L’ottavo posto vale l’accesso ai play-off, ma la sconfitta per 1-0 a Castellammare contro la Juve Stabia elimina subito i rosa. È il preludio alla svolta, come evidenzia Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia.
Giugno segna la fine dell’era Dionisi. Dopo una sola stagione, la società decide di voltare pagina e affida la panchina a Inzaghi, reduce dalla promozione del Pisa. L’accoglienza è calorosa: oltre 1.500 tifosi al Barbera per il nuovo tecnico.
Con luglio parte la rivoluzione estiva: ritiro a Chatillon-Saint-Vincent e rosa profondamente rinnovata. Salutano Insigne, Di Mariano e Nikolaou, arrivano Augello, Gyasi, Palumbo e Bani.
Ad agosto, tra nuovi movimenti di mercato e il ritorno del campionato, riflettori puntati sull’amichevole di lusso con il Manchester City. In Serie B il Palermo parte bene: vittoria sulla Reggiana e pari con il Frosinone.
Settembre porta i rosa in vetta grazie ai successi con Südtirol e Bari. I pareggi con Cesena e Venezia, però, frenano la corsa: la squadra appare solida ma fatica negli scontri diretti.
In ottobre arriva l’exploit con lo Spezia, seguito da una nuova fase di crisi: pari con il Modena, sconfitte con Catanzaro e Monza. Il mese è segnato anche dalle celebrazioni per il 125° anniversario del club, tra eventi cittadini e ritorni illustri.
Novembre si apre nel migliore dei modi con il 5-0 al Pescara nel giorno dell’anniversario. La continuità però manca: ko con la Juve Stabia e pari con l’Entella. Il mese si chiude con un altro 5-0, contro la Carrarese, che segna l’inizio della riscossa, come sottolinea ancora il Giornale di Sicilia a firma Alessandro Arena.
A dicembre il Palermo torna a vincere in trasferta dopo due mesi espugnando Empoli, battendo l’ex Dionisi. Seguono tre vittorie consecutive, con la quarta sfumata al fotofinish contro l’Avellino. L’anno si chiude con il successo sul Padova, l’addio commosso di capitan Brunori e un quarto posto che pone le basi per un 2026 all’arrembaggio.