Calcio Internazionale

Mondiali 2030 a 64 squadre: la FIFA valuta la svolta

I corridoi della Federcalcio mondiale sono lo scenario di una potenziale rivoluzione volta ad allargare la rassegna iridata del 2030 a ben 64 Nazionali partecipanti. Questa proposta, originariamente caldeggiata dalla CONMEBOL per dare spazio ai Paesi solitamente esclusi dall’élite sportiva, sta raccogliendo consensi crescenti tra i delegati delle varie confederazioni per l’edizione del centenario assegnata a Spagna, Portogallo e Marocco.

Nel frattempo, la macchina organizzativa è pronta per il fischio d’inizio dell’edizione 2026, la prima della storia a ospitare stabilmente 48 selezioni calcistiche. Il match inaugurale della manifestazione si disputerà l’11 giugno tra Messico e Sudafrica nella suggestiva cornice del Mexico City Stadium di Città del Messico. Gli analisti hanno già pubblicato le prime quote sui mondiali per questa attesissima sfida di apertura, vedendo i padroni di casa del Messico nettamente favoriti a quota 1.45, mentre il segno X per il pareggio si attesta a 4.25 e la vittoria del Sudafrica è data a 6.75.


L’idea di espandere ulteriormente il tabellone principale a partire dal 2030 ha ripreso fortemente quota dopo una prima fase di stallo burocratico. Il presidente della FIFA Gianni Infantino vede in questa potenziale riforma il compimento ideale del principio di pluralità dello sport, trasformando la Coppa del Mondo in una vera festa globale capace di offrire una vetrina senza precedenti anche a federazioni minori.

L’attuale pianificazione ufficiale prevede ancora la presenza di 48 Nazionali, in quanto i vertici svizzeri non sono ancora entrati nella fase operativa cruciale. Ogni decisione formale in merito a un nuovo incremento resterà infatti congelata fino al termine della finale del 19 luglio 2026. Il passaggio a 64 squadre comporterebbe una redistribuzione totale dei posti, costringendo le federazioni continentali, inclusa la UEFA, a modificare i propri format di qualificazione.

In conclusione, la transizione verso un macro-torneo solleva inevitabilmente forti perplessità riguardo alla saturazione dei calendari internazionali e alla tenuta fisica degli atleti. La diplomazia sportiva dovrà mediare con attenzione tra le esigenze commerciali della federazione e le legittime preoccupazioni dei club professionistici. La strada intrapresa appare tuttavia tracciata, con il calcio globale orientato ad abbattere le ultime barriere elitarie della sua competizione più importante.

Published by
Redazione Ilovepalermocalcio