È iniziata ufficialmente l’avventura di Daniele Galloppa sulla panchina del Modena. Nel giorno della presentazione del nuovo tecnico gialloblù, il direttore sportivo Nereo Bonato e l’ex allenatore della Primavera della Fiorentina hanno illustrato obiettivi, filosofia di gioco e prospettive del nuovo corso emiliano.
Ad aprire la conferenza è stato Bonato, che ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla scelta di Galloppa.
«Cercavamo un profilo giovane per dare discontinuità al passato e un allenatore moderno che giochi un calcio propositivo. Daniele ha queste caratteristiche. Siamo convinti che sia un rischio calcolato e che nel lungo periodo possa rappresentare una garanzia per il club».
Il direttore sportivo ha poi ribadito la volontà della società di proseguire il percorso di crescita senza rinunciare alla sostenibilità.
«La società ha dato un messaggio di crescita continua per mantenere una qualità tecnica elevata. Adesso inizia una seconda fase e siamo convinti di poter superare le difficoltà che incontreremo».
Bonato ha sottolineato come la rosa attuale rappresenti una buona base di partenza.
«Il Modena ha una buona struttura. Con il mister abbiamo parlato di caratteristiche e funzioni compatibili con il suo modo di interpretare il calcio. Abbiamo tempo per inserire giocatori che possano aggiungere qualità dove necessario. L’importante è sbagliare il meno possibile».
Il dirigente ha definito Galloppa un investimento sul futuro.
«Prendere un allenatore al primo anno di Serie B comporta dei rischi, ma se riuscirà a trasmettere il suo pensiero ai giocatori nel medio-lungo periodo i risultati arriveranno. Daniele è un ragazzo sveglio, attento e veloce nell’apprendimento».
Sulla rosa attuale Bonato ha aggiunto:
«Numericamente è una rosa giusta. Abbiamo un’ottima base di partenza, ma faremo degli innesti per alzare il livello tecnico e inserire anche giovani interessanti. Ci sarà grande attenzione al settore giovanile. Negli ultimi anni ha lavorato molto bene e ha portato diversi giocatori in prima squadra».
Tra i temi affrontati anche la situazione dei singoli.
«Chichizola è un leader tecnico del ruolo, ma arriva da un infortunio e dovremo valutare il suo recupero. Per quanto riguarda Bozhanaj e Caso faremo valutazioni insieme al mister. Chi resterà a Modena dovrà avere motivazioni e voglia di sacrificarsi».
Bonato ha poi evidenziato la solidità della proprietà.
«Quando ero qui vent’anni fa la situazione era completamente diversa. Oggi il club ha basi solide e tutte le condizioni per costruire qualcosa di importante».
Successivamente ha preso la parola Galloppa, visibilmente emozionato per il ritorno a Modena.
«Fa strano ma è bello tornare qui dopo dieci anni. Ringrazio la Fiorentina per i sei anni che mi hanno permesso di crescere e la famiglia Rivetti per questa opportunità. Sono emozionato, felice e orgoglioso di iniziare questo percorso».
Il tecnico ha spiegato le ragioni della sua scelta.
«Passare dalla Primavera a una Serie B di questo livello rappresenta un salto importante, ma il mio ciclo alla Fiorentina era concluso indipendentemente dallo scudetto vinto. Ho scelto Modena per la serietà delle persone, per l’ambizione della piazza e anche per una questione familiare: poter tornare a casa una volta alla settimana per me è importante».
Galloppa ha poi illustrato la propria idea di calcio.
«Con la società stiamo parlando delle caratteristiche dei giocatori. Io ho sempre pensato che si debba trovare l’abito migliore per la squadra che si ha a disposizione. Non mi piace lasciare agli altri il controllo della partita. L’obiettivo è essere protagonisti e scrivere noi la storia della gara».
Tra i passaggi più significativi della conferenza, il riferimento alle difficoltà affrontate durante la carriera da calciatore.
«Ho avuto quattro rotture del crociato in sei anni, ma non mi sono mai sentito in debito con il calcio. Anzi, quelle esperienze mi hanno fatto crescere. Se non le avessi vissute probabilmente oggi non sarei pronto ad accettare una sfida come questa».
Sulla gestione del gruppo e delle pressioni della Serie B, Galloppa ha le idee chiare.
«La difficoltà più grande sarà gestire le pressioni e relazionarsi con giocatori più strutturati rispetto alla Primavera. Io e il mio staff dovremo essere bravi a creare empatia. Per il resto, metodologia, identità e idee di gioco sono molto chiare».
L’allenatore ha già iniziato a studiare il Modena della scorsa stagione.
«In questi giorni ho rivisto diverse partite. Non ho ancora contattato i ragazzi, ma prima del ritiro parlerò individualmente con tutti. C’è una base solida da cui ripartire. L’anno scorso è stato fatto un grande lavoro e arrivare sesti in Serie B non è affatto semplice».
Anche sul piano tattico Galloppa ha mostrato grande apertura.
«Possiamo difendere e costruire sia a tre sia a quattro. Vorrei che la squadra avesse entrambe le soluzioni per essere meno leggibile durante le partite».
Infine, il tecnico si è soffermato sul nuovo centro sportivo del club.
«Ho visto il progetto e credo sia qualcosa di cui Modena aveva bisogno. Un centro sportivo aumenta il livello della società, ma la differenza continueranno sempre a farla le persone. Prima ancora delle strutture, a convincermi sono state proprio le persone che ho trovato qui».
La conferenza si è chiusa con una riflessione sul proprio percorso professionale.
«Io ho fatto tutta la gavetta, nessuno mi ha regalato niente. Forse si nasce allenatori sotto certi aspetti, ma serve anche prepararsi. Ho sempre voluto provare a fare questo mestiere e oggi sento di essere pronto. Qui vorrei costruire qualcosa di incredibile».