SERIE B

Modena, Catellani: «Di Mariano tassello chiave per Palumbo al Palermo, ma nelle ultime settimane…»

Il direttore sportivo del Modena, Andrea Catellani, ha parlato in conferenza stampa per commentare la sessione invernale di calciomercato e fare il punto sul club gialloblù, come riportato da Parlandodisport.

Sull’attacco e il mercato invernale:
«In maniera oggettiva il reparto offensivo in estate non era stato toccato, anche perché avevamo ereditato dei contratti che ci avevano fatto propendere per confermare alcuni giocatori. A gennaio siamo partiti fin da subito con l’accordo per De Luca, che si è visto ci può dare caratteristiche diverse. Ambrosino è stato un obiettivo fin da subito, ma era destinato ad un’altra squadra; noi siamo stati pronti quando c’è stata l’opportunità. In estate si è voluto anche con principi aziendali e di patrimonio tentare di valorizzare giocatori che erano in organico e meritavano fiducia. Indubbiamente era il reparto dove pensiamo si potesse fare di più, anche come assortimento di caratteristiche: Ambrosino è importante anche in questo senso».

Sui giovani e i talenti in organico:
«Sono un direttore sportivo con un’idea di organizzazione particolare, mi piace avere un gruppo di lavoro forte. Credo che l’evoluzione del calcio chieda competenze specifiche, specialmente se è un’idea di calcio come la nostra, volendo investire anche su talenti giovani. Anche la proprietà mi sta sostenendo in questa visione. Imputato lo conoscevo personalmente, ma questa stagione lo abbiamo seguito almeno dieci volte live quest’anno. Abiuso? Ci sono giocatori che per sbloccare le proprie carriere hanno bisogno di giocare con continuità in ambienti diversi. Abbiamo ancora diritti importanti sul suo futuro ed è nostro interesse che faccia bene».

Su Massolin:
«E’ un giocatore diverso, un numero primo. Con quella fisicità e quella qualità, fa le due fasi in maniera incisiva, ha da subito suscitato interesse. Noi abbiamo messo la condizione che il giocatore avrebbe dovuto finire la stagione da noi, secondariamente quando abbiamo parlato con i 3-4 club che ce lo avrebbero lasciato, abbiamo voluto tutelarci e mantenere diritti sul suo futuro. Avremmo potuto guadagnare di più cedendolo all’estero, ma perdendolo subito. Messo tutto insieme abbiamo trovato punti d’incontro con l’Inter, la società che più di tutti lo ha voluto. È stata l’operazione che tutti volevano fare, siamo molto contenti. Con l’Inter i rapporti sono cordiali, ma non c’è nessuna ingerenza tecnica sul ruolo di Yanis: tutti lo vediamo nel ruolo di mezzala ibrida. Massolin è un ragazzo speciale, che dentro ha qualcosa di bello e genuino. Quest’anno riusciamo ad essere più vicini alla gente e questa per me è una grande vittoria. Avevo detto che avremmo cercato di costruire una squadra in cui il pubblico si riconoscesse e questo si è visto anche nelle sconfitte».

Sulla visione e il progetto del club:
«Noi vogliamo crescere e rafforzarci, ma mai a discapito del progetto tecnico. Con l’operazione Massolin in estate avremo un tesoretto da investire e questo va nell’ottica della crescita del nostro club. Ci sono club come Udinese e Atalanta che ogni anno in questo modo si sono rafforzate e non sono più scese una volta andate in Serie A. Quello è un modello, un sogno: ad oggi la società sta coprendo tutti i costi, ma non è possibile continuare sempre così. Alla lunga lo sviluppo e la solidità del progetto sportivo va in questa direzione. Il player trading è l’80/90% di quello che può garantire sostenibilità ad un club. Per esempio una squadra come la Sampdoria ha fatto un mercato opposto al nostro e sabato si sconteranno due modelli diversi. Non vedo l’ora di giocarla perché mi aspetto che la nostra squadra possa avere un vantaggio da questo. Sarà una partita complicata, ma sono certo che ci faremo trovare pronti come sempre finora».

Su Di Mariano e Palumbo:
«Di Mariano è stato il tassello chiave per trovare un accordo per Palumbo, molto importante a livello economico. Nei primi mesi ha dato un ottimo contributo, poi nelle ultime settimane il progetto tecnico è virato verso le due punte. È uscita questa opportunità con un club importante con il Padova e poi c’è stata l’opportunità di prendere Ambrosino. Magnino è un ragazzo straordinario, che ha dato tanto al club e a me. Poi è arrivata un’offerta importante sia per noi che per lui, lui era chiuso e abbiamo deciso che fosse un’occasione da prendere. Gli faccio l’in bocca al lupo, ci ha aiutato tantissimo anche con i ragazzi stranieri in questi mesi, ma credo fosse la decisione giusta. Pensiamo che il suo ruolo sia coperto, anche con ragazzi del settore giovanile che possono essere asset importanti per il futuro e possano diventare ragazzi che possono far parte della prima squadra. Anche la cessione di Sarris ci ha fatto riflettere, ma di fronte all’offerta importante del Paok abbiamo deciso di farlo partire».

Sul futuro del Modena e la gestione dei giocatori:
«I nostri piani sono di essere sempre più forti, a livello tecnico e di progetto societario. Si stanno facendo tanti investimenti sulle spalle della società, questo è un club che si immagina ancora più forte la prossima stagione. Per Nieling e per Beyuku sono arrivate offerte, Bryant lo hanno cercato in maniera insistente, ma non ci saremmo mai privati di un giocatore così a gennaio. C’è l’idea di una proprietà che non vuole indebolirsi».

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Redazione Ilovepalermocalcio