Leandro Rinaudo si è presentato in sala stampa per fare chiarezza sul mercato invernale del Mantova. Un intervento lucido, senza proclami, nel quale il direttore sportivo ha spiegato la linea seguita dal club e le motivazioni che hanno portato a una profonda revisione dell’organico.
«Ringrazio il presidente Piccoli per la fiducia e per la vicinanza, sia sul piano umano che professionale. È una persona che mi ha messo nelle condizioni di lavorare e tiene moltissimo al Mantova. Piccoli è una garanzia di presente e di futuro: oggi il club ha basi solide e una proprietà che vuole raggiungere obiettivi concreti e migliorare la società», ha sottolineato Rinaudo in apertura.
Il giudizio complessivo sulla sessione di mercato è positivo, ma prudente. «Tante cose dovevano essere cambiate e lo abbiamo fatto seguendo ogni operazione con grande attenzione. Non c’è stata improvvisazione, ma condivisione con mister Modesto e con il gruppo scouting. Ogni scelta è stata ragionata per ridurre al minimo il rischio di errore. Poi sarà il tempo a dire se abbiamo fatto bene».
Al centro delle operazioni c’è stata l’idea di calcio dell’allenatore. «Il gioco di Modesto è fatto di duelli, verticalità, fisicità, distanze e spazi larghi. Abbiamo cercato queste qualità nei nuovi innesti, anche in termini di centimetri e struttura. L’obiettivo era dare al mister i giocatori giusti per il suo tipo di calcio». Una scelta che va oltre l’aspetto tecnico: «Abbiamo deciso di portare a Mantova calciatori orgogliosi di indossare questa maglia e di giocare davanti a questi tifosi».
Il cambio di modulo ha reso inevitabile una rivoluzione. «La squadra è stata rivoluzionata, ma in modo ragionato. Con il nuovo sistema di gioco bisognava intervenire, anche se c’era poco tempo. Parlare ora è facile: oggi sono soddisfatto, ma lo sarò davvero solo il 9 maggio, se ci salveremo».
Poi l’analisi sui singoli innesti. «È arrivato Bardi, un portiere che tutti conoscono bene, e un giovane come Vukovic con una struttura importante. Dembélé porta esperienza in Serie A ed è un profilo duttile, utilizzabile sia da braccetto che da quinto. Junior Ligue è un’operazione di spessore: al Venezia è costato 2,5 milioni. Entrambi possono ricoprire più ruoli».
Rinaudo ha difeso anche i giocatori che hanno avuto meno spazio. «Io credo in Konsta, è un calciatore di valore, penalizzato dal dover entrare spesso in condizioni di emergenza. Anche Bianay è un giocatore di impatto e di corsa, ma sarà fuori per un po’. Lo aspettiamo, darà il suo contributo».
Infine il centrocampo. «Zuccon è un ragazzo che conosco bene: fisico, duttile e intelligente, può solo crescere. Kouda è arrivato dal Parma, che su di lui ha investito circa 4 milioni: è un giocatore impattante per la Serie B e con prospettiva. Benaissa è un profilo che seguo da anni all’estero, mentre Tiago Gonçalves aggiunge qualità tecnica sulla fascia sinistra, anche se ha bisogno di tempo per ambientarsi».