Caso Tunisia-Mali: l’arbitro Janny Sikazwe finisce sotto inchiesta

Giungono novità e retroscena riguardanti l’arbitro che è finito nella bufera per aver combinato più di una gaffe alla fine della gara tra Tunisia e Mali. (CLICCA QUI per saperne di più).

Lo zambiano Janny Sikazwe nel pomeriggio di Limbe ha avuto due problemi importanti: prima ha fischiato la fine all’86’, poi ha fatto riprendere, ha espulso un giocatore del Mali e ha fischiato di nuovo la fine all’89’43”.

I media dello Zambia hanno giustificato il loro connazionale citando Eddy Malliet, capo dell’organo arbitrale del CAF. Secondo quest’ultimo, Sikazwe ha subito un’insolazione e per questo è stato ricoverato in ospedale. Il malore sarebbe stato la causa della perdita della nozione di tempo e, quindi, degli errori grossolani arrivati nel finale del match.

Adesso, si legge su “Corrieredellosport.it” la Caf, la Confederazione organizzatrice della Coppa d’Africa, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta su Janny Sikazwe. Il direttore di gara non è nuovo a procedimenti sportivi, visto che nel 2018 era stato accusato di corruzione. La Caf lo sospese dopo l’arbitraggio di una gara di Champions League africana tra Esperance e Primiero Agosto dove fu protagonista di una lunga serie di errori. Sikazwe fu bloccato dal novembre 2018 fino al gennaio 2019 per “la presenza di buoni motivi che confermano le accuse di corruzione ai suoi danni” scrisse la Confederazione africana nel comunicato che confermava la sua sospensione.

 

 

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Redazione Ilovepalermocalcio