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Malagò: «Guardo ad un orizzonte di sei anni. Il prossimo ct dovrà avere una disponibilità totale»

Intervistato ai microfoni del Corriere della Sera, il candidato alla presidenza FIGC Giovanni Malagò, ha parlato di quali sarebbero i suoi progetti se venisse eletto presidente, lasciando anche un commento sul prossimo CT della nazionale.

«Vivrò i mondiali in buona compagnia con altri italiani, con un certo distacco – ha spiegato Malagò -. È la differenza fra tifoso e appassionato: il primo si organizza, sposta gli impegni per vedere le partite mentre il secondo cerca di vedere quel che può compatibilmente con i propri impegni. Tiferò per il Brasile di Ancelotti e per la Turchia di Montella»


E alla domanda del perché l’Italia non si sia qualificata, risponde: «Perché abbiamo sbagliato i rigori… ma è una battuta: in realtà non dovevamo metterci nelle condizioni di arrivare a quel punto, a giocare lo spareggio in Bosnia»

Malagò ha poi spiegato il motivo della sua candidatura a presidente FIGC: «Avevo appena finito Milano-Cortina, ero felice, appagato, ma provato fisicamente. Con la testa ero su altro, su tutto ciò che avevo trascurato nella vita privata. Sono venute a parlarmi 5 società di serie A, avevo detto loro che non ero disponibile. Nel giro di poco i club sono diventati 18-19, un record in un ambiente spesso diviso. Allora ho chiesto loro un impegno ufficiale, dopo è arrivato l’endorsement della Lega B, degli allenatori e dei calciatori»

E sulla questione dell’ineleggibilità: «Non sono così sprovveduto da dire che è una trappola di chi non mi vuole bene. E anzi colgo l’occasione per ringraziare Abete per il fair play. Una cosa fa riflettere: c’è qualcuno che aveva chiesto il commissariamento della Figc ed è andato avanti per settimane ma non c’erano i presupposti. Poi ci sono stati tentativi, di pochi, di non sostenere la mia candidatura. Beh, mi sembra che la manovra abbia fatto aumentare i consensi»

Malagò svela quale sarebbero le sue prime mosse da presidente FIGC: «Sto parlando con tutti, sono un inguaribile ottimista ma il contesto non è semplice. Le aspettative mi fanno riflettere e non voglio deluderle. Sono un uomo di dialogo, rispetto gli impegni. Porto con me i risultati ottenuti in situazioni molto complesse. C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare. Ma vorrei dedicare un pensiero a Gravina che in questa fase si è comportato con stile e senso istituzionale»

Inoltre, il dirigente aggiunge: «Bisogna guardare alle possibilità finanziarie, la credibilità si ricostruisce attraverso i risultati sportivi. Bisogna qualificarsi per le Olimpiadi con l’Under 21, bisogna partire bene nella Nations League, così anche con la Nazionale femminile, è tutto combinato. Io guardo a un orizzonte di sei anni. La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro»

Alla domanda se ha sentito uno tra Conte, Mancini e Guardiola per la panchina della nazionale, risponde: «Con nessuno di loro, non sarebbe serio. E magari avrei potuto avere altri nomi in testa, perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo»

E su cosa pretende dal prossimo ct, Malagò non ha dubbi: «Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti. Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo»

Infine, una riflessione su come rilanciare i giovani italiani: «Bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani, ne beneficerebbero tutti»

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Redazione Ilovepalermocalcio