Massimiliano Radicini ha intervistato Le Douaron per il Giornale di Sicilia, approfondendo ulteriormente il percorso di crescita dell’attaccante rosanero e il momento della squadra in vista della sfida contro il Frosinone.
In cosa pensa di essere migliorato di più rispetto al suo primo anno a Palermo?
«A tutti i livelli è fisiologico doversi adattare ad un modo diverso di interpretare il calcio. Tra la Ligue 1 francese e la Serie B italiana le differenze non sono poche ma il periodo di ambientamento non è durato molto».
Venerdì c’è lo scontro diretto con il Frosinone…
«È una gara molto importante per il nostro rush finale. Il Frosinone ha disputato un grande campionato, così come noi del resto. Non serve quindi caricare la vigilia di eccessiva attesa o tensione, lavoriamo ogni giorno con la mente serena e scenderemo in campo con la stessa fame di sempre. È un dovere che abbiamo nei confronti di noi stessi e dei nostri tifosi».
Nel corso dell’intervista concessa a Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia, Le Douaron si è soffermato anche sul rapporto con Filippo Inzaghi.
Che tipo di rapporto ha costruito con Inzaghi?
«È veramente un grande e non lo dico per fare il ruffiano. Fin dal suo primo allenamento mi ha sempre motivato facendomi sentire importante per questa squadra. Anche durante la stagione mi ha spesso citato per elogiarmi. Per non parlare dello scatto che ha fatto dalla panchina per venirmi ad abbracciare dopo il gol con il Südtirol, in tutta la mia carriera non mi era mai capitato. E quando pensi che stiamo parlando di uno degli attaccanti più forti della storia del calcio, è quasi surreale».
Spazio poi all’analisi del rendimento della squadra, altro tema affrontato nell’intervista di Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia.
Dal 29 novembre il Palermo ha avuto uno dei migliori rendimenti del campionato: cosa è cambiato dentro lo spogliatoio da quel momento?
«Io penso che la svolta sia avvenuta qualche giorno prima, l’8 novembre nello spogliatoio di Castellammare di Stabia. In quel momento abbiamo compreso chiaramente che quelle due settimane negative rischiavano di compromettere un intero campionato. Da Chiavari è iniziato un altro campionato…».