Un filo che parte da Brema e arriva fino a Verona. Nel 1988 fu il Werder a mettere fine al cammino europeo dell’ultimo grande Hellas dell’era Bagnoli. Quasi quarant’anni dopo, il nome della città tedesca torna a intrecciarsi con quello gialloblù: una società legata al Werder sarebbe infatti in trattativa con Presidio Investors perché interessata all’Hellas Verona.
A ricostruire lo scenario è L’Arena, che indica nella tedesca EWE la grande novità attorno al futuro societario del club. L’operazione avrebbe come elemento centrale non soltanto la squadra, ma soprattutto il progetto per il nuovo stadio Bentegodi.
Chi è EWE: fatturato da circa 12 miliardi
La capogruppo è EWE Aktiengesellschaft, società con sede a Oldenburg, in Bassa Sassonia, a circa 50 chilometri da Brema. L’azienda che commercializza concretamente gas, elettricità, calore e prodotti legati alla mobilità è invece EWE Vertrieb GmbH.
Secondo quanto riportato da L’Arena, il fatturato di EWE si aggira intorno ai 12 miliardi di euro e il suo rapporto con il Werder Brema va oltre una semplice sponsorizzazione.
EWE si definisce infatti top sponsor del club e ha partecipato allo sviluppo del concept energetico del Weserstadion, dotato anche di un grande impianto fotovoltaico integrato nella struttura. L’azienda organizza inoltre da tempo un torneo giovanile insieme al Werder, coinvolgendo i ragazzi della regione.
Hellas, sul tavolo tra 80 e 100 milioni
La possibile operazione avrebbe registrato un’accelerazione. Il socio di maggioranza è tedesco ed EWE, secondo la ricostruzione, sarebbe interessata anche a entrare nel mercato italiano.
I potenziali acquirenti farebbero capo a tre soggetti giuridici e la cifra ipotizzata per l’acquisizione dell’Hellas Verona sarebbe compresa tra 80 e 100 milioni di euro.
Il punto centrale dell’intera operazione, sottolinea ancora L’Arena, sarebbe però il Bentegodi.
Nuovo Bentegodi da 32mila posti
Presidio Investors si è già mossa affidandosi allo studio Gensler. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 32mila posti e, secondo il quotidiano, lo studio avrebbe già recepito alcune indicazioni provenienti dai potenziali nuovi acquirenti.
Una parte della copertura dovrebbe essere affidata alla Iscom Riverclack di Settimo di Pescantina, indicata come componente veronese della nuova gestione gialloblù.
Nell’eventualità di un passaggio societario, inoltre, il nuovo presidente dovrebbe essere veronese.
Restano da definire alcuni aspetti fondamentali del progetto. Uno riguarda il possibile tetto retrattile, il cui costo viene stimato tra un minimo di 40 e un massimo di 60 milioni di euro. L’altro è legato al terreno di gioco.
Nel piano sarebbe prevista anche un’Arena provvisoria da 10mila posti, destinata a ospitare le partite durante i lavori al Bentegodi. Una volta conclusa la riqualificazione dello stadio principale, la struttura potrebbe essere utilizzata dalle formazioni dilettantistiche o dai settori giovanili.
Il ruolo di Donata Hopfen
Una figura centrale nell’eventuale ingresso di EWE sarebbe Donata Hopfen, già componente del board di Presidio Investors.
Come ricostruisce L’Arena, Hopfen vanta un curriculum di primo piano nel calcio tedesco, essendo stata CEO della Deutsche Fußball Liga. Il quotidiano ricorda inoltre, citando quanto riportato da Die Welt, che durante quel periodo il marito lavorava da anni come responsabile degli affari politici presso EWE, società lasciata nel 2021 per intraprendere la libera professione.
Si delinea così l’ipotesi di una nuova gestione capace di coinvolgere un’importante azienda tedesca nel progetto complessivo Hellas Verona-stadio.
Due presenze osservate nel derby
Altri elementi vengono individuati nelle presenze registrate in tribuna in occasione del derby tra Verona e Vicenza.
La prima è quella di Christian Schutte, descritto come storico amico di Chris Puscasiu, co-fondatore di Presidio. I due sono stati partner di EQT in Germania per alcuni anni e Schutte ha aperto l’ufficio di Monaco di Baviera di Expansion Capital. È inoltre proprietario di due importanti aziende attive nei servizi industriali e nella produzione di tubi di precisione.
La seconda presenza è quella di Chad Coben, professionista finanziario con oltre trent’anni di esperienza nelle fusioni e acquisizioni aziendali. Coben è senior managing della FTI Consulting con sede a Dallas ed è anche professore all’Università di Austin, città dove ha sede Presidio Investors.
Indizi che alimentano lo scenario raccontato dal quotidiano, ma senza ancora trasformarlo in una certezza. Dal Verona, infatti, non sono arrivate conferme sull’operazione.