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La Sicilia: “Stadio Barbera, le obiezioni del Comune al Palermo: chiarimenti sul Pef e sui ricavi pubblicitari”

Un rallentamento nell’iter per la nuova convenzione dello stadio Renzo Barbera. Il dossier per la riqualificazione dell’impianto è stato consegnato alla Uefa, mettendo Palermo in corsa per gli Europei del 2032 insieme ad altri tredici stadi italiani, ma sul fronte della convenzione il Comune ha chiesto al Palermo FC una serie di chiarimenti sulla documentazione del Piano economico-finanziario aggiornato e depositato dalla società il 23 settembre.

Come riporta La Sicilia, la richiesta dell’amministrazione arriva dopo una verifica sui documenti condotta dall’area del Patrimonio e dal Capo di Gabinetto con il supporto del consulente del sindaco, professor Carlo Amenta. L’esame ha evidenziato alcune criticità nella documentazione, sia negli aspetti economico-finanziari sia nella completezza formale degli atti.


Uno dei punti esaminati riguarda la voce relativa all’apporto degli azionisti alla riqualificazione, cioè la quota degli investimenti privati indicata nel Pef in 256 milioni di euro.

Secondo le verifiche del Comune, la cifra comprende 225 milioni di incremento della riserva sovrapprezzo azioni e 31 milioni di cassa operativa generata durante il cantiere. L’amministrazione chiede che quest’ultima quota venga distinta e indicata espressamente come autofinanziamento.

Ricavi pubblicitari, differenza tra il 60% e il 70%

Un altro rilievo, evidenzia La Sicilia, riguarda la pubblicità attraverso led e altri supporti presenti sugli schermi e sulle attrezzature dello stadio.

Nella relazione consegnata dal Palermo viene indicata una marginalità del 60%, vale a dire 60 euro di guadagno ogni 100 spesi per trasmettere la pubblicità sui led. Nel modello Excel del Pef, invece, i ricavi vengono calcolati applicando una percentuale del 70%.

Una differenza che incide sui conti. Su 7,3 milioni di euro di ricavi previsti, il modello indica 2,19 milioni di costi con un margine del 70%. Applicando invece un margine del 60%, i costi aumenterebbero di 730 mila euro.

Per questo motivo i tecnici comunali hanno chiesto chiarimenti.

Il Comune chiede altri documenti

Sul piano formale, secondo quanto riferisce La Sicilia, l’amministrazione ha richiesto anche un’integrazione dell’asseverazione realizzata dalla società Hermes, affinché faccia riferimento esplicito alla delibera del Consiglio comunale approvata alla fine di luglio e al testo emendato della convenzione.

Il Palermo dovrà inoltre produrre una comparazione, anno per anno, tra il vecchio e il nuovo Pef, insieme al quadro tecnico-economico con il dettaglio dei costi di investimento e a un cronoprogramma finanziario coordinato con quello dei lavori.

Il nodo della matrice dei rischi

Tra gli altri rilievi figura quello relativo alla matrice dei rischi. Il rischio di catastrofi viene indicato nel Pef come condiviso, mentre nella convenzione sarebbe interamente a carico del concessionario.

Infine, il Comune ha chiesto di regolarizzare alcuni allegati che sono stati restituiti perché privi delle sottoscrizioni richieste.

Come conclude La Sicilia, l’istruttoria potrà quindi ripartire dopo l’integrazione e la correzione della documentazione richiesta al Palermo FC.

Nel frattempo prosegue il percorso legato alla riqualificazione del Renzo Barbera, con il dossier dell’impianto già consegnato alla Uefa nell’ambito della corsa italiana per ospitare gli Europei del 2032.

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Redazione Ilovepalermocalcio