Una giornata di trattative, tensioni e continui rinvii culminata in una lunghissima notte di lavori a Palazzo Comitini. Come racconta La Sicilia, il destino del Nuovo Barbera e della candidatura di Palermo a ospitare alcune gare di Euro 2032 si è giocato sul filo dei minuti, tra mediazioni politiche, confronti tecnici e un emendamento riscritto più volte per trovare un punto di equilibrio tra il Comune e il Palermo FC.
Secondo La Sicilia, la svolta è arrivata già nella mattinata, quando il sindaco Roberto Lagalla ha annunciato di aver raggiunto un’intesa con il Palermo e con il City Football Group, rappresentato dal consigliere d’amministrazione Alberto Galassi. L’accordo è stato poi tradotto in un corposo emendamento, la cui stesura ha richiesto ore di lavoro e continui confronti con gli uffici comunali.
La seduta del Consiglio comunale, iniziata a mezzogiorno, si è trasformata ben presto in una maratona fatta di sospensioni, capigruppo e attese. Per gran parte della giornata, riferisce La Sicilia, i consiglieri sono rimasti in attesa del testo definitivo senza poter avviare realmente il dibattito, mentre nelle stanze di Palazzo Comitini proseguivano le trattative per definire gli ultimi dettagli della convenzione.
Tra le modifiche inserite nell’emendamento figurano il controllo periodico del Piano Economico Finanziario (PEF), una disciplina più dettagliata sul monitoraggio della convenzione e una maggiore apertura allo sfruttamento commerciale delle aree parcheggio, soluzione individuata dopo l’abbandono dell’ipotesi relativa all’ex “campo nomadi”, il cosiddetto Campo Bianco, destinato a diventare un parcheggio da oltre quattrocento posti.
Come evidenzia La Sicilia, l’accordo prevede anche un maggiore coinvolgimento della Giunta comunale nelle verifiche sull’andamento della concessione, nel tentativo di contemperare le richieste del Palermo con quelle avanzate dagli uffici e dalle opposizioni.
Un ruolo centrale nella complessa trattativa è stato svolto dal segretario generale Raimondo Liotta, impegnato fino a tarda notte nel verificare la regolarità tecnica di un provvedimento modificato più volte nel corso della giornata. Lo stesso Liotta, insieme al ragioniere generale Bohuslav Basile, era finito al centro delle polemiche dopo la dura lettera dell’amministratore delegato del Palermo Giovanni Gardini, che aveva contestato i rilievi tecnici ritenuti responsabili dello stallo sulla convenzione.
Secondo La Sicilia, i due dirigenti comunali hanno persino trasmesso una nota a Questura e Prefettura, manifestando preoccupazione per essere stati indicati come presunti responsabili dell’eventuale fallimento del progetto del nuovo stadio.
Tra i protagonisti della lunga giornata anche Carlo Amenta, consulente del sindaco Lagalla, che avrebbe contribuito a trovare una sintesi su uno dei punti più delicati della convenzione: il canone annuo di 800 mila euro, destinato a decorrere dopo il completamento dei lavori e ritenuto congruo dall’amministrazione nonostante le osservazioni formulate dalla Ragioneria generale.
Resta invece ancora aperto uno dei nodi più complessi dell’intera vicenda: quello relativo alle agevolazioni sui tributi comunali, in particolare IMU e CUP. Come sottolinea La Sicilia, l’esenzione richiesta dal Palermo non è stata inserita nella convenzione. La soluzione individuata prevede infatti che l’eventuale disciplina delle agevolazioni venga affrontata successivamente con un autonomo passaggio in Consiglio comunale.
La lunga notte di Palazzo Comitini rappresenta così uno snodo decisivo non solo per il progetto da circa 300 milioni di euro destinato a trasformare il Renzo Barbera, ma anche per mantenere viva la candidatura di Palermo tra le città che ospiteranno gli Europei del 2032, con il tempo ormai ridotto al minimo prima delle decisioni definitive.