Continua ad alimentare il dibattito politico la decisione della Regione Siciliana di destinare 60 milioni di euro alla riqualificazione dello stadio Renzo Barbera. Come racconta La Sicilia, il finanziamento rappresenta il risultato di una precisa scelta politica maturata all’interno di Palazzo d’Orléans e collegata al progetto di candidatura dell’impianto palermitano agli Europei di calcio del 2032.
Secondo quanto ricostruisce La Sicilia, la rimodulazione delle risorse nasce da una direttiva firmata dal presidente della Regione Renato Schifani il 28 aprile, con la quale veniva chiesta una riallocazione dei fondi verso settori considerati strategici e immediatamente cantierabili, tra cui il comparto turistico-alberghiero e la ristrutturazione dello stadio Barbera.
Come evidenzia La Sicilia, l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata ha recepito rapidamente l’indicazione della Presidenza della Regione, sottolineando la necessità di coniugare gli investimenti destinati ai grandi eventi internazionali con le esigenze dei territori e degli enti locali. Nel carteggio amministrativo viene infatti richiamata la volontà di sostenere un’opera ritenuta strategica per l’intera Sicilia.
Il provvedimento ha modificato profondamente la destinazione originaria delle risorse. La Sicilia ricorda che il piano iniziale prevedeva 120 milioni di euro destinati all’impiantistica sportiva regionale. Successivamente è stata definita una nuova ripartizione che ha destinato 60 milioni al progetto di riqualificazione del Barbera e una quota delle risorse al comparto turistico-alberghiero.
Nel dettaglio, come spiega La Sicilia, una prima ipotesi prevedeva una divisione paritaria dei fondi tra impiantistica sportiva regionale e stadio Barbera. In seguito è stata introdotta una nuova riprogrammazione che ha assegnato 40 milioni all’impiantistica sportiva regionale, 20 milioni alle imprese turistiche e 60 milioni all’intervento sullo stadio di Palermo.
La scelta continua però a suscitare polemiche. La Sicilia riporta le critiche del deputato nazionale Manlio Messina, che contesta la decisione di destinare una quota così rilevante delle risorse a un unico impianto sportivo. Secondo l’ex esponente di Fratelli d’Italia, il sostegno al Barbera può essere condivisibile nell’ottica di Euro 2032, ma non dovrebbe avvenire a discapito degli altri comuni siciliani che attendono investimenti per la riqualificazione delle proprie strutture sportive.
Alle contestazioni dell’opposizione si aggiungono anche alcune perplessità provenienti dalla maggioranza. Come riferisce ancora La Sicilia, il deputato regionale Nicola D’Agostino ha criticato la rimodulazione delle somme, sostenendo che le aspettative degli enti locali siano state ridimensionate senza che fossero ancora stati pubblicati i relativi bandi.
Dal canto suo, Palazzo d’Orléans continua a difendere la scelta, ritenendola coerente con gli obiettivi strategici della Regione e con il percorso che punta a trasformare il Barbera in uno degli impianti di riferimento per la candidatura italiana agli Europei del 2032.