Il direttore sportivo della Juve Stabia, Stefano Stefanelli, ha tracciato il bilancio del nuovo corso delle Vespe e di questo inizio di campionato ai microfoni di Gianlucadimarzio.com. Tra la nascita del nuovo progetto societario, la scelta del tecnico Pietro De Giorgio e la profonda ristrutturazione della rosa, il dirigente ha spiegato nel dettaglio il lavoro svolto nei suoi primi mesi a Castellammare.
L’ARRIVO A CASTELLAMMARE E LA SITUAZIONE EREDITATA
Stefanelli ha raccontato come è nata la trattativa per sposare la causa gialloblù e le prime complessità operative incontrate:
«Ho ricevuto la chiamata dell’avvocato De Vito, con cui sono legato da un rapporto di stima decennale, nella seconda metà di giugno, e mi ha illustrato il progetto della nuova proprietà e il ruolo a lui affidatogli. La telefonata sin da subito mi provocato curiosità. Il progetto presentatomi da De Vito, vista anche la sua competenza e professionalità, mi ha colpito al punto da pianificare velocemente un incontro con lui e con la proprietà».
Decisiva per il suo approdo in Campania è stata la visione prospettica del club:
«Sono rimasto affascinato per la lungimiranza e la visione a medio lungo termine. Allora ero sotto contratto con l’Empoli, una società fantastica. Ringrazio la famiglia Corsi per l’opportunità concessami».
Sullo sfondo, però, c’era un quadro gestionale articolato:
«Negli ultimi anni il club ha raggiunto risultati sportivi pazzeschi, ma la situazione ereditata non era di così facile gestione. La società era praticamente fallita. Io e De Vito siamo arrivati tra giugno e luglio, è stato tutto un rincorrere».
LA SCELTA DI DE GIORGIO IN PANCHINA
In merito all’affidamento della guida tecnica a Pietro De Giorgio, reduce dall’esperienza sulla panchina del Potenza, Stefanelli ha spiegato:
«Avevo già intenzione di portare De Giorgio a Empoli: lo avevo già incontrato due volte. Casualità vuole che avesse già lavorato con De Vito, quindi la scelta è stata abbastanza naturale. Ha le caratteristiche che cercavamo: gioco propositivo, umiltà, voglia di costruire insieme un percorso duraturo».
UN MERCATO DI RIVOLUZIONE E IL SOSTEGNO DELLA PROPRIETÀ
La sessione estiva è stata segnata da una vera e propria rifondazione, caratterizzata da sedici cessioni e quindici nuovi innesti:
«Molti giocatori importanti ritenevano concluso il loro ciclo a Castellammare. Abbiamo dovuto gestire ogni singolo caso con particolare attenzione, vista anche l’esistenza di buyout clause con scadenze temporali, come quelle di Leone, Giorgini e Carissoni. È stato un mercato di rincorsa. Tutto ciò ha rallentato il lavoro di costruzione della rosa e soprattutto il lavoro sul campo: per un mese circa si è allenata una squadra che dalla seconda metà di agosto non esiste più. C’è stato così non solo inevitabile ritardo nell’assimilazione di schemi, ma soprattutto un ritardo nel creare l’identità e l’anima della squadra».
Fondamentale è stata la presenza della nuova dirigenza:
«La proprietà ci è stata sempre vicino, e ci ha consentito, con investimenti di costruire una rosa adeguata. È stato bravo l’allenatore nel lavorare quotidianamente senza lamentarsi, dando in così poco tempo un’organizzazione alla squadra nonostante gli arrivi alla spicciolata di calciatori».
IL BILANCIO SULL’AVVIO DI STAGIONE
Guardando al percorso iniziale in campionato, condizionato anche dai due punti di penalizzazione riferiti alla precedente gestione, Stefanelli si è detto soddisfatto dell’atteggiamento mostrato in campo:
«Siamo contenti per questo inizio di campionato. perché nonostante il -2 dovuto ad inadempienze della scorsa stagione e il calendario non proprio favorevole, abbiamo lottato con tutti alla pari, forse meritando anche qualcosa in più e sciorinando comunque un buon calcio. Ora abbiamo la sosta da sfruttare per portare tutta la squadra ad una buona condizione atletica e per perfezionare la nostra struttura di gioco».