Dopo la sconfitta contro il Monza, l’allenatore della Juve Stabia Ignazio Abate analizza la gara in conferenza stampa, sottolineando la prova di carattere della sua squadra ma mantenendo alta l’attenzione sull’obiettivo primario: la salvezza.
«Sapevamo che incontravamo una squadra forte con grandi valori individuali – ha spiegato Abate – abbiamo fatto la partita che dovevamo e i ragazzi hanno avuto personalità e coraggio. Siamo venuti un po’ meno negli episodi, abbiamo avuto alcune palle gol per chiuderla. Mi tengo la prestazione e il coraggio in un campo difficile e pesante e alla terza partita in una settimana».
Il tecnico evidenzia come contro avversari di questo livello serva quasi la perfezione: «Con queste squadre bisogna andare alla ricerca della perfezione che non esiste. Bisogna fare ancora punti per la salvezza».
La crescita del gruppo
Abate ha poi parlato della giovane età della rosa: «Siamo una squadra molto giovane, bisogna andare step per step. Era un passaggio importante venire qui e imporre le proprie idee, a volte ci siamo riusciti. Era la terza partita in una settimana, dovevamo palleggiare un po’ meglio».
Sul piano tattico ha aggiunto: «Il Monza veniva a prenderci e ha schierato Birindelli per prendere la mezz’ala. Potevamo essere più puliti a livello tecnico. Non siamo una squadra totalmente matura per ambire a cose importanti, bisogna lavorare e crescere».
I singoli
Parole di elogio per Cacciamani: «È un ragazzo con ottime potenzialità, sta crescendo con grande umiltà. Oggi ha fatto una grandissima partita, meritava anche il gol. Deve continuare così, senza fermarsi perché in questo mondo chi si ferma è perduto».
Su Zeroli: «Io l’ho trovato bene, lo conosco fin da quando è ragazzino. Sta crescendo dal punto di vista fisico e tecnico, deve continuare a migliorare. Ha grandissimi margini nel ruolo di mezz’ala e farà un’ottima carriera».
L’obiettivo stagionale
Abate resta cauto sugli obiettivi: «Credo che tredici partite alla fine siano un’infinità. Nel calcio ne ho viste tante, bisogna tenere i piedi per terra. Non abbiamo ancora raggiunto i cosiddetti 46 punti, dobbiamo lavorare con umiltà e mi auguro di raggiungere il prima possibile la salvezza. Poi magari alzeremo l’asticella. È un campionato troppo pericoloso, noi siamo stati bravi a tenerci fuori dalle sabbie mobili».
L’analisi finale
«Sono orgoglioso della prestazione dei ragazzi – ha concluso – tenendo conto dell’avversario abbiamo fatto una grandissima partita. Siamo stati bravi anche a difendere con ordine. Peccato perché abbiamo avuto le occasioni per chiuderla, ci è mancato l’istinto per azzannare la gara».
Infine un passaggio su Bellich: «C’erano vari aspetti, potevano giocare Keita o Mota, gente rapida, e quindi volevo mettere Bellich lì. Loro erano molto alti e cercavano di non farci fare giro palla. Dobbiamo crescere tecnicamente, ma arrivare qui e creare tre o quattro palle gol pulite non è facile».