ROMA – Clima teso, nervosismo e dinamiche interne tutt’altro che serene: è questo il quadro tracciato da la Repubblica alla vigilia della sfida decisiva contro la Bosnia, che avrebbe potuto riportare l’Italia ai Mondiali. Secondo la Repubblica, nello spogliatoio azzurro si è discusso anche di un possibile premio economico legato alla qualificazione, stimato intorno ai 300mila euro complessivi.
Come racconta la Repubblica, alcuni giocatori avrebbero chiesto informazioni allo staff tecnico sulla presenza di un bonus, una richiesta giudicata fuori luogo per tempistiche e contesto. Decisivo l’intervento di Gattuso, che avrebbe invitato il gruppo a concentrarsi esclusivamente sul campo, rimandando ogni discorso economico. Un richiamo che, alla luce del risultato finale, assume un peso ancora maggiore.
la Repubblica sottolinea come già alla vigilia si respirasse un’atmosfera pesante nello spogliatoio di Zenica: più nervosismo che tensione agonistica. Un clima che si è poi riflesso anche nella prestazione, segnata da errori gravi come l’espulsione di Bastoni e da una gestione complessiva della partita ben al di sotto delle aspettative.
Dopo la sconfitta, evidenzia la Repubblica, il silenzio ha preso il sopravvento. Solo Spinazzola si è presentato davanti alle telecamere, visibilmente provato: «È un grande dispiacere per tutti noi». Il capitano Donnarumma, invece, ha vissuto un mix di rabbia e sconforto, mentre il resto del gruppo è rimasto chiuso in un silenzio carico di delusione.
Secondo la Repubblica, il fallimento ha radici anche in una consapevolezza diffusa: quella di un gruppo ormai abituato all’idea di poter mancare la qualificazione al Mondiale. Un segnale preoccupante, confermato anche da episodi come l’esultanza di alcuni azzurri per risultati favorevoli dagli altri campi o dalla stessa richiesta di un premio.
Infine, la Repubblica racconta l’epilogo della vicenda: i giocatori avrebbero chiesto a Gattuso di restare alla guida della Nazionale, ma l’ormai ex ct ha deciso di dimettersi, lasciando una squadra smarrita e senza certezze. Il gruppo si è poi sciolto, con il ritorno ai club.
Senza bonus, ma soprattutto senza Mondiale: così si chiude, amaramente, un’altra pagina della storia recente della Nazionale.