Arriva anche il messaggio ufficiale di Gigi Buffon dopo le dimissioni dal ruolo di capo delegazione della Nazionale. Un lungo sfogo, intenso e personale, che chiarisce le motivazioni della scelta maturata all’indomani del fallimento Mondiale.
L’ex portiere azzurro ha spiegato come la decisione fosse nata già subito dopo la gara contro la Bosnia:
«Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi».
Una scelta inizialmente rimandata per rispetto del contesto federale:
«Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità».
Buffon ha poi sottolineato il nodo centrale: il mancato raggiungimento dell’obiettivo:
«L’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti».
Da qui la decisione di lasciare spazio al futuro:
«È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo».
Nel messaggio emerge anche l’orgoglio per il lavoro svolto:
«Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie… per essere anello di congiunzione tra le varie giovanili, cercando di strutturare un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21».
Un progetto basato su meritocrazia e visione:
«Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure… perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni».
Infine, il saluto:
«Porto nel cuore tutto, con gratitudine… Forza Azzurri sempre».
Un addio carico di emozione, che chiude un capitolo breve ma intenso, nel pieno della rivoluzione del calcio italiano.