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Italia al Mondiale? No al ripescaggio: «Ci si qualifica sul campo»

L’ipotesi di un’Italia ripescata al Mondiale accende il dibattito, ma trova subito una chiusura netta da parte delle istituzioni sportive e politiche. Dopo le parole dell’inviato speciale statunitense Paolo Zampolli, favorevole a un possibile inserimento degli azzurri, la risposta italiana è stata immediata.

A prendere posizione è stato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: «Prima di tutto non credo sia possibile. Seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai Mondiali».


Una linea chiara, ribadita anche dal ministro per lo Sport Andrea Abodi: «Un ripescaggio dell’Italia al Mondiale? Non è opportuno, ci si qualifica sul campo».

Il tema non è solo regolamentare ma anche etico: un eventuale ingresso senza passare dalle qualificazioni rappresenterebbe una forzatura difficilmente accettabile nel contesto internazionale.

Dall’altra parte arriva anche la risposta dell’Iran. Il portavoce del governo Fatemeh Mohejerani ha confermato la posizione ufficiale: «Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato la piena preparazione della nostra nazionale di calcio per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti».

«Sono stati presi i provvedimenti necessari affinché questi ragazzi possano partecipare con orgoglio e successo», ha aggiunto.

Uno scenario che resta più politico che sportivo, ma con una linea ormai tracciata: niente scorciatoie. Il Mondiale, per l’Italia, si conquista sul campo.

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Redazione Ilovepalermocalcio