Un nuovo stadio per la Roma e l’Olimpico rinnovato: la Capitale si candida a essere uno dei cuori pulsanti di Euro 2032, il Campionato europeo che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. Un doppio impianto, come avverrà anche a Istanbul, che da suggestione sta diventando un’ipotesi sempre più concreta. Lo racconta Alessandro Angeloni su Il Messaggero, facendo il punto sul piano infrastrutturale in vista dell’evento continentale.
Il rinnovamento degli stadi è ormai avviato in tutto il Paese. Per Euro 2032 sono otto gli impianti ufficialmente sotto osservazione – con altri due o tre pronti a inseguire – ma alla fine saranno cinque quelli designati per ospitare le partite del torneo. Una corsa che coinvolge nuove costruzioni e profonde ristrutturazioni, come sottolinea Il Messaggero.
Oltre ai due stadi romani, figurano in lista l’Allianz Stadium di Torino, che grazie alla sua modernità ha praticamente la certezza di rientrare nel lotto finale, il nuovo Franchi di Firenze, attualmente in ristrutturazione e pronto entro il 2029, e il futuro San Siro di Milano, che Inter e Milan intendono gestire direttamente. In corsa anche l’Arechi di Salerno, con lavori già avviati e una capienza prevista di 30 mila posti. Seguono Cagliari e Palermo, che hanno presentato progetti ambiziosi e sono in attesa di renderli esecutivi, come evidenzia Alessandro Angeloni sulle colonne de Il Messaggero.
Per lo stadio della finale il discorso è ancora aperto: servirà un impianto da almeno 70 mila posti e questo restringe inevitabilmente il campo. Restano in corsa, seppur in ritardo, il Bentegodi di Verona e il Ferraris di Genova, dove le procedure progettuali sono state avviate ma restano da sciogliere nodi economici legati alla copertura degli investimenti.
Capitolo Bologna: il progetto di ristrutturazione del Dall’Ara è stato approvato dal Comune, ma non è ancora esecutivo per scelta della proprietà, che sta valutando l’entità dell’investimento. Sembrano invece fuori dalla corsa gli stadi di Napoli e Bari. La tabella di marcia è stringente: entro luglio i Comuni dovranno consegnare alla FIGC tutta la documentazione completa, compreso il cronoprogramma dei lavori. Entro ottobre 2027 arriverà poi la risposta definitiva della UEFA sui requisiti degli impianti e sulla fattibilità del torneo in Italia.
Un evento che riporta alla memoria la storia europea del Paese. L’Italia ha già ospitato due Europei in esclusiva, nel 1968 – vinto dagli azzurri – e nel 1980, conquistato dalla Germania. Nel torneo itinerante del 2020, disputato nel 2021 a causa della pandemia e vinto dall’Italia a Wembley, Roma mise a disposizione l’Olimpico per tre partite della Nazionale nella fase a gironi e per un quarto di finale. Un ruolo centrale che, come racconta Alessandro Angeloni su Il Messaggero, la Capitale è pronta a rivestire anche nel 2032.