Il Padova si aggrappa al ritorno del suo uomo più rappresentativo nel momento più delicato della stagione. Come sottolinea Stefano Volpe su Il Mattino di Padova, il rientro del Papu Gomez arriva dopo un mese e mezzo di stop e coincide con una sfida cruciale contro il Palermo.
«L’errore più grande sarebbe chiamarlo salvatore della patria», scrive Stefano Volpe su Il Mattino di Padova, ma allo stesso tempo è difficile non pensare che il suo ritorno possa dare una scossa a una squadra in evidente difficoltà. I biancoscudati arrivano infatti da tre sconfitte consecutive e con un vantaggio sulla zona playout ridotto a sole tre lunghezze.
Il numero 10 argentino è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo e ha dato segnali positivi: la caviglia è recuperata e, come evidenzia Stefano Volpe su Il Mattino di Padova, potrebbe anche partire dal primo minuto, nonostante una condizione ancora non ottimale per l’intero arco dei 90 minuti.
Una scelta che potrebbe rappresentare anche un messaggio forte: aggredire subito la partita e ritrovare quello spirito smarrito nelle ultime settimane. Il Papu dovrebbe agire da trequartista, libero di muoversi tra le linee e collegare il gioco offensivo, in un sistema che tornerà a essere più propositivo.
I numeri, del resto, confermano quanto sia mancato. Come riporta Stefano Volpe su Il Mattino di Padova, con Gomez in campo la media degli expected goals era superiore a 1 a partita, mentre senza di lui è scesa drasticamente. Anche i tocchi nella trequarti offensiva hanno subito un calo significativo.
Ma oltre ai dati, c’è un aspetto ancora più rilevante: la leadership. In un momento di difficoltà, il Padova ha bisogno di personalità e qualità, caratteristiche che il Papu Gomez può garantire.
Contro il Palermo, dunque, non sarà un salvatore, ma potrebbe essere la chiave per cambiare l’inerzia.