SERIE B

Tuttosport: “Hernani: «Monza, voglio la Serie A. Qui mi sento a casa»”

Arrivato da appena due mesi, ma già decisivo e centrale nel progetto tecnico di Bianco. Come racconta Diego Marturano su Tuttosport, Hernani si è preso il Monza con personalità, numeri e leadership, diventando rapidamente un punto di riferimento per squadra e tifosi. L’obiettivo è chiaro: riportare il club biancorosso in Serie A.

Diego Marturano, nell’intervista pubblicata su Tuttosport, mette in evidenza l’impatto immediato del centrocampista, capace di incidere con gol, assist e giocate decisive. Ma al di là dei numeri, è l’atteggiamento a fare la differenza: umiltà, spirito di gruppo e senso di appartenenza.


Nel corso dell’intervista rilasciata a Diego Marturano per Tuttosport, Hernani affronta anche il tema della lotta promozione, citando Venezia, Frosinone e Palermo, ma mantenendo la linea: testa solo sul Monza. Una dichiarazione che conferma la mentalità del gruppo, concentrato esclusivamente sul proprio percorso.

Ancora Diego Marturano su Tuttosport evidenzia come la sosta sia stata fondamentale per ricaricare energie e preparare al meglio la volata finale. Sei partite decisive, a partire dalla sfida contro il Catanzaro, in un campionato che lo stesso Hernani definisce imprevedibile e altamente competitivo.

 

Come procede l’ambientamento?
«I ragazzi e la città mi hanno accolto benissimo. Mi sono sentito subito a casa».

Gol, assist, punizioni, rigori, giocate di responsabilità… è questo il suo ruolo, quello per cui è stato preso. Qual è il segreto del suo impatto da 5 gol in 13 presenze?
«Credo che sia sempre avere tanta umiltà e riconoscere anche la mano che mi hanno dato i compagni, l’allenatore, lo staff ad integrarmi. La società ha creduto in me in un periodo in cui tanti altri non lo hanno fatto».

Il suo record in Italia è di 7. Si è posto l’obiettivo personale di migliorarlo?
«Certamente, ma i numeri rimangono numeri. Il traguardo è un altro. Il mio compito è contribuire a sviluppare il Monza. Se poi posso aggiungere qualche numero, va bene, ma l’obiettivo è vincere tutti insieme».

In che ordine mette Venezia, Frosinone e Palermo, le tre rivali per la promozione diretta?
«Guardiamo la classifica e quello che succede in campionato, ma con tutto il rispetto non parlo delle altre. Dobbiamo pensare solo a noi stessi, perché abbiamo tutto nelle nostre mani».

Mancano sei partite. La volata comincia da Catanzaro. Quanto è servita la sosta?
«Molto, per riposare, per fare quel lavoro di corsa e forza che durante l’anno è difficile programmare in un calendario fitto. Ora siamo in avvicinamento alla gara, ma siamo pronti. Il Catanzaro è una squadra che sta dimostrando anno dopo anno una crescita costante. Dovremo stare attenti».

Vedendolo prima da fuori e ora più da vicino, si aspettava un campionato così incerto?
«La Serie B è difficile, ragazzi… Devi sempre aspettarti quello che non accade mai. Il livello medio è alto e ogni campo può essere un problema».

Pensa che al Monza ci sia tutto il necessario per raggiungere l’obiettivo?
«Sicuramente. È una squadra che da anni sta dimostrando di volere crescere, di voler raggiungere una stabilità ad alto livello, non solo in Italia ma di respiro europeo. C’è tutto per fare bene. Con queste strutture, siamo tutti messi nelle migliori condizioni di dare il massimo. Pensate solo agli acquisti di gennaio, la società ha dato una risposta chiara».

Lui ti ha subito dato i gradi dell’insostituibile, tu come ti trovi nel sistema di Paolo Bianco?
«Insostituibile? No, dai, io sempre a disposizione della squadra, ci sono tanti ragazzi forti, siamo una squadra forte, con una rosa profonda. Mi trovo bene con il mister, mi ha dato quella libertà di muovermi e giocare a calcio, mi ha dato quella fiducia che per un giocatore, un atleta, è la cosa più importante».

Come è andato il tuo trasferimento al Monza? Su quali basi ti ha convinto Burdisso?
«All’inizio del ritiro con il Parma ho subito una lesione muscolare. In quel periodo ho ricevuto diverse chiamate, ma ero infortunato. Il direttore invece mi ha detto che mi volevano lo stesso. In quel momento ero incerto, però la parola, la dimostrazione di vicinanza dell’uomo, in un momento per me difficile, sono tutte cose che sono rimaste in testa. E quando è stato il momento di decidere, quando Burdisso mi ha richiamato, ho pensato: questo è un segnale. E sono venuto a Monza. Grande scelta».

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Redazione Ilovepalermocalcio