Gli ex Palermo che hanno fatto fortuna: 5 indimenticabili

C’è stato un tempo in cui il calcio siciliano aveva una grande protagonista in Serie A che sfornava talenti incredibili. Stiamo ovviamente parlando del Palermo, la squadra dell’ex patron Maurizio Zamparini che ha portato i rosanero fino all’Europa League grazie a calciatori del calibro di Toni, Grosso, Cavani, Pastore e Corini. 

Il bomber Toni 

Quando Luca Toni arrivò a Palermo, nell’estate del 2003, fu accolto dalla piazza con un po’ di scetticismo, l’attaccante era reduce da un gravissimo infortunio che l’aveva tenuto fermo per oltre 8 mesi e da una stagione non esaltante con il Brescia. Zamparini pur di prenderlo non aveva badato a spese, sborsando 6 milioni di euro al collega Corioni.

Il primo gol di Toni in rosanero arrivò l’8 ottobre 2003 contro il Piacenza. Fu l’inizio di una cavalcata incredibile che portò l’ex Treviso e Brescia a siglare trenta reti stagionali, portando il Palermo in Serie A. L’anno successivo furono ben 20 i gol, il primo anno che la squadra rosanero disputò in serie A, dopo 32 anni di attesa. Tra le sue caratteristiche peculiari c’era il colpo di testa favorito da un fisico da corazziere, 193 cm per 88 kg, ma anche da temi di gioco da punta vera. Nonostante questo Luca era anche un calciatore generoso, pronto a mettersi al servizio della squadra. 

L’esperienza al Palermo portò Toni a vincere il mondiale con la nazionale Italiana. Partito titolare vicino ad Alberto Gilardino era riuscito a giocare praticamente sempre, eccezion fatta per la sfida contro la Repubblica Ceca, limitando però a 2 le reti siglate, per giunta nella stessa partita cioè i quarti di finale della gara poi vinta 3-0 contro l’Ucraina. Luca Toni era arrivato a quell’appuntamento dopo aver vinto la classifica marcatori della Serie A con la maglia della Fiorentina, facendosi forse prendere un po’ troppo dall’emozione risultando comunque fondamentale grazie alla sua fisicità e alla voglia di mettersi a disposizione della sua squadra. Con l’Italia giocherà dal 2004 al 2009 collezionando 16 reti in 47 partite.

Fabio Grosso

Altro grande protagonista dei rosanero è stato Luca Toni. Attualmente è un allenatore ma è stato anche un ottimo calciatore entrato nella storia per le prodezze con la maglia della Nazionale. I primi anni della carriera da calciatore non sono state entusiasmanti, stagioni con le maglie Chieti, Teramo e Perugia. La prima vera esperienza è stata però con la maglia del Palermo, conquistò la promozione in Serie A e l’anno seguente l’accesso anche in Coppa Uefa. Si è confermato come uno dei migliori terzini in circolazione, dotato di grande corsa e dribbling, si è dimostrato decisivo anche in fase realizzativa.

Edinson Cavani

Palermo squadra di grandi attaccanti, come quell’Edinson Cavani attualmente al PSG, una delle squadre più accreditate, secondo il sito di scommesse sportive NetBet, per vincere la Champions League in questa stagione. A portarlo in rosanero fu Rino Foschi che nascose il giocatore in aeroporto prima e in albergo poi per paura che emissari del Real Madrid potessero soffiargli l’affare. Di strada l’uruguaiano ne ha fatta tanta, ed anche con grande merito. 

Javier Pastore 

A Palermo Javier Pastore è rimasto nel cuore di tutti i tifosi del Palermo per la sua classe cristallina. Trequartista dai piedi sopraffini conquista la critica per le sue giocate geniali. E quando inizi a dare tantissime dimostrazioni del tuo potenziale arrivano i grandi club a bussare alla porta. Arrivò Leonardo che decise di portarlo a PSG. Da punto fermo dello scacchiere dei francesi con il corso degli anni il suo impiego è andato diminuendo, complici anche alcuni infortuni seri. Dallo scorso anno si è rimesso in discussione tornando in Serie A tra le fila della Roma. 

La Joya Dybala

Stesso discorso per Paulo Dybala, attuale attaccante della Juventus. Dybala è arrivato in Italia senza avere mai giocato un minuto nella serie A del suo paese. Zamparini lo aveva prelevato appena diciottenne dall’Instituto de Cordoba (serie B argentina) dove, giocando da prima punta in un modulo 3-4-3, aveva segnato 17 gol in 38 partite. La prima stagione a Palermo (2012/13) viene coinvolto nella girandola di sostituzioni nella panchina dei rosanero e nella retrocessione in serie B: gioca 11 partite da titolare, di cui ben 8 come punta centrale nel 3-4-3 disegnato da Gian Piero Gasperini, che si alterna sulla panchina con Sannino e Malesani. Proprio con Gasperini in panchina segna i suoi unici 3 gol stagionali.

In serie B, l’anno successivo, Gennaro Gattuso ne riconosce l’enorme talento spendendo per lui parole di grande elogio, ma fatica a trovargli una collocazione stabile nel suo scacchiere tattico. Dybala gioca da trequartista o, addirittura, da esterno destro nel 4-2-3-1. L’arrivo di Beppe Iachini sulla panchina del Palermo disegna per i rosanero un 3-5-1-1, con Dybala che si muove da solo davanti al Mudo Vazquez. In squadra c’è anche Andrea Belotti e talvolta il tecnico rosanero passa a un più coraggioso 3-4-1-2 affiancando i due giovani attaccanti. Dybala conclude la stagione con 5 gol e 6 assist in 31 partite, di cui 26 da titolare. I numeri sono maggiormente positivi per Belotti che, giocando sensibilmente di meno – solo 11 presenze da titolare – mette a segno 10 gol e 4 assist. 

Abbiamo scelto i più rappresentativi per la carriera che hanno fatto e che tutt’ora stanno facendo quelli che sono ancora in attività. Sono stati tutti a loro modo dei simboli del Palermo e da appassionati di questo fantastico club non possiamo far altro che ringraziarli per l’amore e l’affetto che hanno sempre dimostrato nei confronti del Palermo.

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Redazione