Una sosta lunga può trasformarsi in un’opportunità per lavorare e gestire meglio i carichi, ma non tutti i calciatori ne traggono gli stessi benefici. A spiegare vantaggi e possibili rischi di questo particolare stop del campionato è Roberto Peressutti, preparatore atletico di grande esperienza e con un passato anche nel Palermo, intervistato da Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia.
Peressutti ha costruito la propria carriera tra club di Serie A e Serie B, lavorando tra gli altri con Catania, Cesena, Brescia, Empoli, Sampdoria e Palermo. In rosanero fece parte dello staff di Tedino nella stagione 2017-18, lasciando il club nell’aprile 2018 in seguito al cambio di guida tecnica. Dal 2019 al 2024 ha poi lavorato al Milan nello staff di Pioli, prima dell’esperienza alla Fiorentina nella stagione 2025-26.
Interpellato da Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, Peressutti ha analizzato innanzitutto gli aspetti positivi di una pausa così lunga.
«Una sosta di questo tipo, diversa rispetto a quelle a cui eravamo abituati nelle stagioni precedenti, ha vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono che se una squadra ha la possibilità di lavorare in questo periodo, può gestire i carichi in maniera adeguata, perché ci sono veramente tanti giorni a disposizione».
Il problema dei nazionali
Lo scenario cambia per quei calciatori che durante la pausa lasciano il proprio club per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali.
«Bisogna vedere quanti dei giocatori in rosa vanno via con le nazionali oppure sono a disposizione del tecnico per potersi allenare. Perché il vero gap, diciamo, si ha in questo tipo di situazione».
Peressutti, nell’intervista concessa a Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia, sottolinea infatti come per questi giocatori non si possa parlare di una vera sosta.
«I nazionali di fatto non fanno una vera e propria sosta. Talvolta giocano anche parecchio, si parla di quattro partite. Se con le nazionali non vengono gestiti in maniera adeguata, rischiano di giocare veramente tanto con pochi giorni di recupero».
«Il minutaggio va considerato complessivamente»
La gestione dei minuti diventa quindi uno degli aspetti fondamentali, soprattutto pensando alla ripresa del campionato.
«Se sommiamo il carico delle partite del campionato a quelle che si hanno in questa sosta, che per molti può essere di scarico, il rischio è che magari quando si riparte con il campionato i nazionali possono avere qualche problema e quindi non essere così freschi come ci si aspetterebbe dopo una sosta».
Per l’ex preparatore atletico del Palermo, dunque, non bisogna limitarsi a valutare il lavoro svolto durante una singola settimana, ma considerare il carico accumulato dal calciatore nel suo complesso.
Un concetto che Peressutti ribadisce nell’intervista realizzata da Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia: «Molto spesso si è portati a ragionare in maniera settoriale, in realtà il minutaggio bisognerebbe considerarlo complessivamente».
Una lunga pausa può quindi rappresentare una risorsa per chi rimane a disposizione del proprio club, consentendo allo staff di programmare e distribuire i carichi. Per i nazionali, invece, il quadro è differente: partite, viaggi e tempi di recupero ridotti possono rendere la gestione più complessa proprio in vista della ripresa del campionato.