Nell’ottimo avvio di stagione del Palermo c’è un aspetto sul quale Filippo Inzaghi deve ancora lavorare: la fase difensiva. Il gol incassato contro il Padova è stato il quarto consecutivo subito in campionato, portando a cinque il totale delle reti al passivo nelle prime cinque giornate.
Come evidenzia Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, finora questa piccola macchia non ha avuto conseguenze sulla classifica, ma rappresenta comunque un elemento sul quale intervenire. Se la fase offensiva continua infatti a garantire un rendimento eccellente, dietro ci sono ancora alcuni meccanismi da perfezionare e l’adattamento al nuovo modulo si è visto soltanto a tratti.
Il confronto con la passata stagione è significativo. Dopo cinque giornate il Palermo aveva subito appena due gol, mentre quest’anno ne conta già tre in più. Una differenza legata anche al cambio di sistema: dal 3-4-2-1 della scorsa annata al 4-2-3-1 scelto da Inzaghi.
Secondo l’analisi di Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, i rosanero stanno soffrendo soprattutto sul versante destro, dove Pierozzi non è ancora riuscito a trasformare completamente i movimenti da esterno a tutta fascia in quelli richiesti a un terzino. Più efficace, invece, la catena di sinistra con Augello.
Nuovi compiti per i centrali
Anche i difensori centrali devono adattarsi alle richieste del nuovo sistema. Bani rimane il principale riferimento, ma non l’unico, nella marcatura a uomo sui centravanti avversari. Ceccaroni, invece, deve rinunciare alla spinta costante alla quale si era abituato giocando da braccetto.
Alle loro spalle scalpitano Peda e Barba, mentre Magnani è stato chiamato in causa contro il Padova e ha risposto con un secondo tempo ordinato e senza sbavature.
Le difficoltà nella gestione della retroguardia trovano conferma anche nei numeri. Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia sottolinea come, dopo le prime cinque partite dello scorso campionato, il Palermo avesse concesso 57 tiri, appena 11 dei quali nello specchio della porta. Quest’anno i tentativi concessi sono invece 77, venti in più, mentre quelli nello specchio sono saliti a 23, dodici in più.
Le responsabilità, però, non possono essere attribuite esclusivamente ai difensori. Il 4-2-3-1, con quattro elementi offensivi e due centrocampisti a fare da schermo, porta inevitabilmente il Palermo a essere più sbilanciato in avanti.
Una caratteristica che può creare qualche problema in fase di non possesso, ma che, come osserva ancora Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, diventa anche un punto di forza quando la squadra è costretta a reagire: nei momenti di difficoltà, il Palermo ha infatti dimostrato di riuscire sempre a rispondere presente.