Il progetto per il nuovo stadio Renzo Barbera deve superare un altro passaggio. Il Comune di Palermo ha esaminato il Piano economico-finanziario presentato dal Palermo FC per la riqualificazione dell’impianto e ha chiesto alla società alcune integrazioni e chiarimenti. Non si tratta di una bocciatura del PEF: la documentazione viene considerata sostanzialmente idonea a proseguire l’istruttoria, ma alcuni aspetti devono essere definiti con maggiore precisione.
A ricostruire la situazione è Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, che si sofferma innanzitutto sulle risorse destinate all’operazione. Il piano indica un apporto complessivo di 257 milioni di euro. Di questi, 225,463 milioni derivano da «incrementi della riserva da sovrapprezzo delle azioni», sostanzialmente attraverso un aumento delle risorse degli azionisti, mentre altri 31,507 milioni vengono indicati come cassa operativa generata durante la costruzione, quindi attraverso attività svolte a cantiere aperto.
Il Comune, attraverso una nota firmata dal capo di gabinetto Sergio Pollicita e dal capo area del Patrimonio Luigi Galatioto, chiede di chiarire meglio la natura di quest’ultima somma, distinguendola dagli apporti degli azionisti e dalle altre fonti private e specificando se si tratti di autofinanziamento o di altro.
Ricavi pubblicitari, differenza da circa 730 mila euro
Un altro punto riguarda i ricavi previsti dalla pubblicità digitale attraverso i led e dalle altre attività di visibilità e promozione all’interno dello stadio.
Come evidenzia Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, nella documentazione vengono utilizzate due differenti percentuali di guadagno: 60% in un passaggio e 70% nei calcoli del PEF.
La differenza ha conseguenze concrete. Prendendo come riferimento la stagione 2030/31, i ricavi vengono stimati in 7,3 milioni di euro. Con una marginalità del 70%, i costi indicati ammontano a 2,19 milioni; applicando invece un margine del 60%, salirebbero a circa 2,92 milioni.
La differenza è quindi di circa 730 mila euro. Il Comune chiede al Palermo FC di specificare quale sia il dato corretto e, qualora fosse necessario, di aggiornare i calcoli.
Chiesto un quadro più dettagliato degli investimenti
Le osservazioni degli uffici comunali entrano anche nel dettaglio degli investimenti. Viene richiesto un quadro economico più analitico, attraverso il quale verificare la corrispondenza tra gli interventi previsti e le cifre riportate nel Piano economico-finanziario.
Secondo quanto riportato da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, viene inoltre richiesto un cronoprogramma finanziario annuale, nel quale siano indicati gli investimenti e le rispettive fonti di finanziamento.
C’è poi il capitolo relativo ai rischi dell’operazione. Il Comune chiede che quanto previsto nella matrice dei rischi sia coerente sia con il PEF sia con la convenzione. L’obiettivo è avere una documentazione nella quale i diversi atti definiscano chiaramente quale soggetto debba assumersi ciascun rischio.
Da verificare anche le firme sugli allegati
C’è infine un aspetto di carattere formale. Gli allegati trasmessi dal Palermo FC risultano privi di sottoscrizione e dovrà quindi essere verificata l’eventuale necessità di presentarli nuovamente con le firme dei soggetti competenti.
Il quadro delineato da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia è dunque quello di un progetto che può proseguire il proprio iter, ma che necessita ancora di alcuni passaggi.
Il Comune non esprime un giudizio negativo sul Piano economico-finanziario e ritiene possibile continuare l’istruttoria. Chiede però al Palermo FC di mettere ordine nei numeri, chiarire alcune voci e completare la documentazione. Soltanto dopo queste integrazioni sarà possibile arrivare alla valutazione complessiva della sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione e della sua coerenza con la convenzione.
Euro 2032, il Barbera resta in corsa
Intanto il Renzo Barbera è già stato inserito dalla Federazione italiana giuoco calcio tra i 14 stadi italiani candidati a ospitare le partite di Euro 2032 e trasmessi alla UEFA.
Le città candidate sono tredici: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Alla fine saranno individuate soltanto cinque sedi.
La UEFA dovrà effettuare le verifiche di conformità, che riguarderanno 11 aree tematiche e 120 requisiti operativi, tra cui compatibilità infrastrutturale, servizi per i tifosi, accessibilità, sostenibilità, servizi destinati a media e broadcaster, sicurezza e ospitalità. Soltanto successivamente la Federazione procederà all’indicazione delle cinque sedi ospitanti.