PALERMO

Strefezza e Hernani, retroscena Palermo. Il traslocatore dei calciatori: «Novemila chilometri in una settimana»

Dietro ogni trasferimento di calciomercato c’è un mondo che va ben oltre firme, visite mediche e presentazioni. Case da lasciare in poche ore, scatoloni, automobili da spostare e oggetti personali da trasportare da una parte all’altra dell’Italia e dell’Europa. Un curioso retroscena riguarda anche Gabriel Strefezza ed Hernani, arrivati al Palermo durante il mercato estivo.

A raccontarlo è Alberto, titolare di un’impresa di Genova specializzata ormai da anni nei traslochi dei calciatori, intervistato da Giulio Di Feo per la Gazzetta dello Sport.


Proprio mentre si trova nuovamente in viaggio verso la Sicilia, questa volta per il trasferimento di Fabrizio Caligara da Pescara a Catania, Alberto racconta di essere passato recentemente dal capoluogo siciliano: «Nei giorni scorsi ho fatto Hernani e Strefezza a Palermo».

Strefezza, un cliente ormai storico

Il rapporto professionale con Strefezza dura ormai da diversi trasferimenti. Come raccontato da Giulio Di Feo sulla Gazzetta dello Sport, il traslocatore ha accompagnato materialmente alcune delle tappe più recenti della carriera dell’attaccante.

«A Silvestre e Castrovilli avrò fatto almeno sette traslochi a testa. Strefezza l’ho portato da Lecce a Como, da Como ad Atene, da Atene a Palermo…».

Un percorso che, nell’ultima estate, si è dunque concluso con l’arrivo dell’attaccante in rosanero.

«Almeno trenta traslochi al mese»

Il lavoro diventa particolarmente intenso durante il calciomercato. Alberto racconta alla Gazzetta dello Sport nell’intervista di Giulio Di Feo che durante l’estate può arrivare a occuparsi di almeno trenta calciatori al mese.

Non sempre, però, è possibile soddisfare ogni richiesta. Recentemente, ad esempio, ha dovuto rinunciare a un lavoro richiesto dalla moglie di El Shaarawy perché si trovava in Grecia e il trasloco avrebbe dovuto essere completato nell’arco di appena tre giorni.

L’impresa si occupa praticamente di tutto, compresa la preparazione degli scatoloni. Una necessità importante soprattutto per quei calciatori che lasciano una squadra senza sapere ancora dove proseguiranno la propria carriera.

Castrovilli e la palestra di De Bruyne

Tra gli esempi raccontati c’è quello di Gaetano Castrovilli. Dopo la conclusione dell’esperienza al Cesena, i suoi effetti personali sono stati ritirati già alla fine di aprile e conservati in deposito in attesa di conoscere la nuova destinazione.

Ancora più particolare il caso di Kevin De Bruyne. Da tempo Alberto custodisce anche parte della palestra personale del centrocampista: due grandi tapis roulant e altri attrezzi che il giocatore aveva deciso di non trasferire durante un precedente trasloco effettuato a Napoli.

Le anfore di De Bruyne e la maxi Jacuzzi

Non mancano gli oggetti decisamente fuori dal comune. Tra quelli che hanno richiesto maggiore attenzione figurano tre anfore antiche appartenenti a De Bruyne. Per sistemarle correttamente in giardino è stata necessaria addirittura una videochiamata con l’architetto del calciatore in Belgio, che a distanza indicava la posizione esatta.

In un’altra occasione, invece, il problema è stato rappresentato da una gigantesca Jacuzzi appartenente a un calciatore della Sampdoria. La struttura, grande quasi quanto una piscina e capace di ospitare una decina di persone, dovette essere smontata pezzo per pezzo prima di essere caricata su un camion scoperto.

Novemila chilometri e un altro viaggio a Palermo

Il vero ostacolo, però, rimane la strada. Nell’intervista di Giulio Di Feo per la Gazzetta dello Sport, Alberto racconta di aver percorso novemila chilometri soltanto nell’ultima settimana.

E Palermo compare nuovamente tra le destinazioni: dopo un trasloco da Monza al capoluogo siciliano, Alberto ha preso un aereo per tornare in Lombardia, recuperare l’automobile del cliente e guidarla fino in Sicilia.

Non sempre, infatti, il lavoro termina con mobili e scatoloni: i calciatori chiedono frequentemente di trasferire anche le proprie vetture, attraverso una bisarca oppure direttamente su strada.

Marchizza, Tutino e Stankovic

Ci sono poi gli aneddoti legati direttamente ai calciatori e alle loro famiglie. Durante il trasferimento di Marchizza da Frosinone a Vicenza, ad esempio, la moglie del giocatore ha interrotto per qualche minuto le operazioni di scarico per offrire il gelato a tutta la squadra di traslocatori.

Tempi strettissimi, invece, per Tutino: la chiamata è arrivata un giovedì sera per organizzare un trasferimento da Napoli a Genova e già il lunedì mattina gli addetti erano al lavoro, con tutte le operazioni completate entro il martedì.

Particolare anche il comportamento di Alexander Stankovic, che avrebbe voluto aiutare personalmente a portare mobili e scatoloni. Alberto ha dovuto fermarlo per evitare rischi alla vigilia dell’inizio della preparazione. Il traslocatore conosce bene la famiglia Stankovic, avendo lavorato anche per il padre Dejan e per entrambi i suoi figli.

Dai traslochi nasce anche l’amicizia

Con alcuni giocatori, negli anni, il rapporto professionale si è trasformato anche in amicizia. Alberto racconta episodi legati a Djuricic, Zappacosta e Paleari: dal primo è stato convinto a fermarsi ad Atene dopo un trasloco, mentre Zappacosta gli ha regalato la possibilità di assistere dal vivo a una partita di Champions League. Paleari, invece, quando gioca a Genova gli mette a disposizione dei biglietti.

Molti calciatori gli regalano anche la propria maglia. Il ricordo al quale tiene maggiormente, però, resta la fotografia insieme ai suoi clienti.

Un mondo parallelo al calciomercato raccontato da Giulio Di Feo sulla Gazzetta dello Sport, fatto di telefonate improvvise, migliaia di chilometri e richieste da soddisfare nel giro di pochissimi giorni. E in questa lunga lista di trasferimenti c’è anche tanto Palermo: dagli ultimi arrivi di Hernani e Strefezza fino ai continui viaggi verso la Sicilia.

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Redazione Ilovepalermocalcio