Non tutte le 115 accuse contestate dalla Premier League al Manchester City hanno lo stesso peso. Il procedimento che coinvolge il club inglese comprende contestazioni di diversa natura, dalla mancata collaborazione durante le indagini alle presunte irregolarità nei pagamenti di giocatori e allenatori, passando per le informazioni finanziarie e le sponsorizzazioni.
Come spiega la Gazzetta dello Sport, le accuse possono essere suddivise in tre grandi categorie e le possibili conseguenze cambiano sensibilmente a seconda delle violazioni.
Le 35 accuse per la mancata collaborazione
Le contestazioni considerate meno pesanti sono le 35 relative alla mancata collaborazione con l’indagine condotta dalla Premier League tra il 2018 e il 2023.
Al City vengono contestati ostruzionismo, ritardi nella consegna dei libri contabili e tentativi di rallentare un’inchiesta che il club ha sempre ritenuto ingiusta. Prese singolarmente, queste violazioni potrebbero comportare una sanzione economica.
Ben più rilevanti sono invece le accuse relative alla presunta manipolazione dei registri finanziari per ottenere un vantaggio competitivo e ai pagamenti non dichiarati destinati a giocatori e allenatori.
Come sono divise le 80 accuse finanziarie
Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, le 80 contestazioni per irregolarità economiche sono così suddivise: 54 riguardano la mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate, 14 presunte irregolarità nei pagamenti di giocatori e allenatori, 5 il mancato rispetto delle norme UEFA sul Fair Play Finanziario e 7 la violazione delle Profitability and Sustainability Rules della Premier League.
Proprio le contestazioni riguardanti i pagamenti ai tesserati potrebbero avere le conseguenze più pesanti.
Secondo l’impianto accusatorio, si tratterebbe di compensi non dichiarati. Tra i casi citati figurano quello del presunto doppio contratto di Roberto Mancini e quello relativo alla gestione dei diritti d’immagine di Yaya Touré.
Nick De Marco, avvocato esperto di diritto sportivo, ha spiegato alla Gazzetta dello Sport che si tratta di accuse particolarmente serie e che, proprio per la loro gravità, necessitano di prove molto solide per essere dimostrate.
Il nodo delle sponsorizzazioni
Un altro fronte riguarda le presunte sponsorizzazioni gonfiate. Secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate società riconducibili allo sceicco Mansour per presentare come ricavi da sponsor quelle che sarebbero state invece vere e proprie iniezioni di capitale.
L’obiettivo, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato quello di aggirare i parametri delle regole di redditività e sostenibilità, che impongono ai club di contenere le perdite nell’arco di tre anni entro l’equivalente di 133,6 milioni di euro al cambio attuale.
Violazioni analoghe delle norme finanziarie hanno già prodotto penalizzazioni in classifica per altri club inglesi, come Everton e Nottingham Forest. Nel caso del Manchester City, però, il numero delle presunte irregolarità contestate dalla Premier League sarebbe molto più elevato.
Tempi lunghi: la sentenza definitiva potrebbe slittare
Il procedimento è tutt’altro che concluso. Come evidenzia ancora la Gazzetta dello Sport, né la Premier League né il panel indipendente hanno ufficializzato la decisione e ogni singola accusa deve essere dimostrata, discussa e valutata separatamente.
Il prossimo passaggio dovrebbe essere la trasmissione delle motivazioni a Premier League e Manchester City. Successivamente le parti dovranno tornare davanti al panel per il cosiddetto “sanction hearing”, nel quale saranno stabilite le eventuali penalità.
Soltanto a quel punto il Manchester City potrà presentare appello. Considerata la complessità del procedimento, viene ritenuto improbabile che la sentenza definitiva arrivi prima della conclusione della stagione.