CALCIO EUROPEO

Gazzetta dello Sport: “Euro 2032, allarme commissariamento FIGC: l’Italia rischia grosso. Il monito dell’Uefa”

Il caso Giovanni Malagò entra nelle ore decisive e sullo sfondo c’è anche Euro 2032. Lunedì 6 ottobre Giunta e Consiglio Nazionale del CONI affronteranno la questione relativa al mancato tesseramento del presidente FIGC al momento della candidatura, con l’ipotesi del commissariamento che continua ad alimentare il confronto all’interno del calcio italiano.

Come sottolinea Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, la questione viene considerata particolarmente delicata per i possibili riflessi nei rapporti tra la Federcalcio e l’UEFA, soprattutto pensando all’Europeo del 2032 che Italia e Turchia dovranno organizzare insieme.


Il presidente UEFA Aleksander Ceferin aveva già richiamato il principio dell’autonomia delle federazioni, spiegando che qualsiasi forma di ingerenza politica potrebbe compromettere la fiducia dell’UEFA e degli altri partner. Ceferin, tuttavia, non ha anticipato conseguenze automatiche su Euro 2032 e ha precisato di non voler commentare scenari ipotetici.

Il nodo tra decadenza e commissariamento

L’analisi di Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport distingue due possibili scenari.

Il primo sarebbe quello di un’eventuale decadenza di Malagò legata alla questione del tesseramento, seguita da una gestione commissariale finalizzata esclusivamente a condurre la FIGC verso nuove elezioni. In questo scenario, secondo l’interpretazione proposta dal quotidiano, sarebbe ristabilita attraverso il voto la piena governance federale.

Il secondo scenario prospettato nell’articolo sarebbe invece quello di un commissariamento più esteso, con una gestione della FIGC destinata a sostituire di fatto quella degli organi eletti. È questa eventualità che il quotidiano collega al tema dell’autonomia federale e alle preoccupazioni manifestate dall’UEFA.

I quattro pareri giuridici acquisiti dal CONI ritengono il tesseramento un requisito essenziale per l’elezione, ma non indicano il commissariamento come conseguenza inevitabile. La valutazione sulla gravità della violazione resta infatti affidata agli organi competenti del CONI.

Il monito di Ceferin

Il punto centrale resta la posizione dell’UEFA. Ceferin ha ricordato che l’indipendenza delle federazioni e il rispetto della volontà dei loro membri costituiscono principi fondamentali degli statuti UEFA e FIFA.

Parlando specificamente di Euro 2032, il numero uno del calcio europeo ha spiegato:

«Qualsiasi forma di ingerenza politica potrebbe minare la fiducia dell’Uefa e degli altri partner, il che non sarebbe nell’interesse né del calcio italiano né del torneo».

Per Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, proprio questa posizione non dovrebbe essere sottovalutata. L’eventuale problema, nella lettura proposta dal giornale, non sarebbe quindi semplicemente il cambio del presidente federale, ma la natura e la durata di un eventuale commissariamento.

Euro 2032 e la partita degli stadi

Il dossier europeo, intanto, procede. La FIGC ha trasmesso all’UEFA la documentazione relativa a 13 città e 14 impianti candidati a ospitare le partite italiane di Euro 2032. Tra le città presenti figurano anche Palermo, Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna e Firenze. L’UEFA dovrà ora effettuare le verifiche di conformità prima della successiva individuazione delle cinque sedi italiane.

Resta inoltre aperto il grande problema infrastrutturale. Lo stesso Ceferin ha recentemente ribadito che gli stadi italiani non sono ancora all’altezza del prestigio del calcio nazionale e che il tempo a disposizione per trasformare i progetti in opere concrete si sta riducendo.

Secondo l’analisi di Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, perdere l’opportunità rappresentata da Euro 2032 avrebbe conseguenze particolarmente pesanti proprio perché il torneo viene considerato una delle occasioni decisive per accelerare il rinnovamento degli impianti italiani.

Prima di qualsiasi scenario, però, c’è il passaggio istituzionale del 6 ottobre. Saranno Giunta e Consiglio Nazionale del CONI a esaminare il caso Malagò e a stabilire quale strada intraprendere. Soltanto allora sarà possibile comprendere concretamente quali effetti potrà avere la vicenda sulla governance della FIGC e sui rapporti con gli organismi internazionali.

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Redazione Ilovepalermocalcio