Il Mantova non ha intenzione di recitare un ruolo da comparsa nella sfida al vertice contro il Palermo. Sabato, allo stadio Martelli, i biancorossi affronteranno la formazione di Filippo Inzaghi con l’obiettivo di conquistare il primato in classifica. Come riportato dalla Gazzetta di Mantova, il centrocampista Jean-Pierre Longonda ha lanciato un messaggio chiaro in vista dell’appuntamento: «Non scenderemo in campo per far numero. Siamo consapevoli della nostra forza e daremo il massimo per vincere».
Classe 2002, nato a Bruxelles e in possesso anche del passaporto congolese, Longonda non è ancora partito titolare in questa stagione, ma ha saputo mettersi in evidenza entrando dalla panchina. La Gazzetta di Mantova ricorda il suo contributo nell’azione del primo gol contro la Lazio all’Olimpico e soprattutto la rete del 2-0 realizzata contro la Sampdoria. «È stato incredibile. Ma l’emozione è forte ogni volta che segna il Mantova. Il boato dei tifosi mette i brividi. A proposito di emozioni, devo dire che anche la partita dell’Olimpico me ne ha suscitate di intense: fin da bambino sognavo di giocare in stadi così».
Il centrocampista belga sta proseguendo il proprio percorso di ambientamento, nonostante le difficoltà iniziali legate alla lingua. «Parlo l’inglese, il francese, il fiammingo, la lingua del Congo e un po’ lo spagnolo. Purtroppo non ancora l’italiano. Spero di averlo imparato per la prossima intervista». Un ostacolo che, come racconta alla Gazzetta di Mantova, sta progressivamente superando anche grazie al lavoro con Francesco Modesto: «Ora meno. Ogni giorno apprendo sempre meglio il calcio di mister Modesto. È basato sull’intensità, sulla tattica. Bisogna essere “sul pezzo” per interpretarlo al meglio. È questa la differenza più grande che ho notato rispetto al calcio che ho frequentato finora».
Cresciuto nel Lilla, Longonda ha maturato esperienze in Portogallo, Belgio, Spagna e Slovenia, dove ha vestito la maglia del Koper. Proprio dal club sloveno il Mantova lo ha prelevato in prestito, con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. «Quando il direttore mi ha spiegato il progetto, mi è piaciuto subito. Sia lui che il mister credevano fortemente in me, e questo l’ho percepito. Avevo già iniziato la stagione col Koper, ma mi sono concesso volentieri a questa “nuova partenza”».
Positivo anche il rapporto con la città lombarda: «Devo ammettere che non la conoscevo. Però sono rimasto impressionato, è una città a misura d’uomo che mi piace un sacco. E che voglio scoprire giorno dopo giorno».
Nella parte conclusiva dell’intervista alla Gazzetta di Mantova, Longonda si concentra sugli obiettivi personali e sulla sfida contro i rosanero: «So di essere arrivato in una grande squadra, con ottimi giocatori. A livello personale, punto a giocare più gare possibile. Vorrei diventare parte integrante del Mantova e dare una mano a vincere le partite. A livello generale, l’obiettivo della società è rimanere in Serie B… ma non ci poniamo limiti. Intanto pensiamo al Palermo. Loro hanno un budget alto e una squadra indubbiamente fortissima. Ciò premesso, noi non abbiamo paura. E proveremo a batterli».