Due gol in cinque giorni, il primato solitario e un’intesa con il Palermo nata praticamente subito. Gabriel Strefezza, intervistato da Pietro Scognamiglio per La Gazzetta dello Sport, racconta il suo avvio in rosanero e fa il punto sul problema muscolare che lo ha costretto a lasciare il campo dopo appena venti minuti contro la Sampdoria.
La prima notizia riguarda proprio le sue condizioni. «Meglio, sto già recuperando. Ho sentito una contrattura e insieme allo staff medico stiamo monitorando la situazione. Vediamo come va nei prossimi giorni», spiega Strefezza alla Gazzetta dello Sport.
Prima dell’uscita era riuscito ancora una volta a lasciare il segno, trovando il gol sotto la Curva Nord: «È stato bello, peccato essere uscito dal campo così presto, ma l’importante era vincere e abbiamo fatto ciò che dovevamo. È stato speciale per me segnare sotto la curva Nord».
Strefezza: «Non abbiamo fatto ancora niente»
Il Palermo è solo al comando della Serie B, ma Strefezza tiene basso il livello dell’entusiasmo: «Non abbiamo fatto ancora niente. Siamo soltanto all’inizio e c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi e continuare a fare quello che ci chiede l’allenatore».
Un atteggiamento confermato anche da quanto accaduto dopo la vittoria sulla Sampdoria. Inzaghi aveva concesso una giornata libera, ma la squadra ha deciso comunque di presentarsi a Torretta.
«In realtà il mister ci aveva concesso un giorno libero, ma siamo venuti comunque qui al centro sportivo per fare lavoro di scarico e recuperare al meglio. Fa parte della nostra mentalità, ad Avellino avremo una trasferta difficile e vogliamo arrivarci nelle migliori condizioni».
«Palermo mi ha voluto fortemente»
Nella passata stagione Strefezza aveva giocato prima in Champions League con l’Olympiakos e successivamente in Serie A con il Parma. A Pietro Scognamiglio racconta cosa lo abbia convinto a ripartire dalla Serie B.
«La presenza di una società forte e organizzata, con il City Football Group alle spalle, ha influito tanto nella mia scelta. Il Palermo mi ha voluto fortemente e questo per un calciatore è molto importante. Sentivo che Palermo fosse il posto giusto per tornare a essere protagonista e così, quando è arrivata la chiamata, non ci ho pensato due volte. Sono molto contento di essere qui».
A facilitare la scelta sono stati anche alcuni vecchi compagni: «Mi hanno chiamato prima che arrivassi a Palermo e mi hanno parlato molto bene sia della squadra sia del club», racconta riferendosi a Barba, Cassandro ed Estevez. «Mi hanno raccontato anche della passione dei tifosi e di quanto si lavori bene. Sentire certe cose da ragazzi che già conoscevo ha reso ancora più semplice accettare questa sfida. Avevano ragione».
«Questo stadio era nel mio destino»
Quello tra Strefezza e Palermo è un legame che parte da lontano. Il brasiliano ricorda alla Gazzetta dello Sport di aver sostenuto un provino in città quando arrivò in Italia a 18 anni.
E proprio al Barbera realizzò il suo primo gol in Serie B, con la Cremonese nel 2018: «Segnai a Brignoli con un mezzo cross. Questo stadio per me ha sempre avuto un significato particolare, si può dire che fosse nel mio destino».
Strefezza conosce bene anche le difficoltà della categoria: «Sempre più difficile. Ci sono tante squadre ben organizzate e ogni partita è molto combattuta. Bisogna dare sempre il massimo».
Il 4-2-3-1 di Inzaghi e la sorpresa Vavassori
L’esterno spiega anche alcuni principi tattici richiesti da Inzaghi nel 4-2-3-1: «Ci chiede di partire larghi, con i piedi sulla linea, per poi venire in mezzo al campo. L’obiettivo è riempire il più possibile l’area di rigore, insieme a Pohjanpalo».
Tra i compagni che lo hanno maggiormente impressionato c’è Vavassori: «Onestamente non lo conoscevo, ma mi ha impressionato. Ha personalità e ha grandi colpi, anche in allenamento. Ci può dare una grossa mano».
Strefezza ripercorre inoltre la particolare partenza della sua avventura rosanero, iniziata direttamente in Australia: «Bellissima, anche perché era la mia prima volta in Australia. È stato tutto molto particolare, dall’organizzazione all’affetto che abbiamo ricevuto dai tifosi dall’altra parte del mondo. È stato bello confrontarsi con alcuni dei migliori club italiani, speriamo di poterci tornare».
Famiglia, fede e il rituale prima delle partite
Nell’intervista concessa a Pietro Scognamiglio, Strefezza apre anche una finestra sulla propria vita lontano dal campo. È insieme alla moglie Larissa da 14 anni e ha due figlie.
«Per me la famiglia è un punto di riferimento fondamentale, perché ti dà equilibrio e serenità anche nei momenti più difficili. Quando i ragazzi mi chiedono un consiglio, dico sempre che costruire una famiglia è bellissimo».
C’è spazio anche per qualche curiosità. La PlayStation è ancora in Grecia, ma «sta per arrivare», mentre prima delle partite il suo rituale è legato soprattutto alla fede: «Più che scaramantico, sono molto credente. Prima di ogni partita nel pullman ascolto le canzoni di Louvor, musica evangelica brasiliana. Questo è il mio rituale».
E infine il mistero dei baffi mostrati in estate viene risolto con una risata: «Il baffo andava bene solo per le vacanze estive, adesso sono tornato alla mia versione tradizionale».