All’Adriatico va in scena l’«Insigne-day» e, come sottolinea Luigi Schiavone sulla Gazzetta dello Sport, il Palermo finisce per diventare la vittima designata del ritorno da protagonista del numero 10 biancazzurro.
Secondo Luigi Schiavone, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Lorenzo Insigne è tornato a essere «Il Magnifico»: titolare, fascia da capitano al braccio, riferimento tecnico alle spalle delle punte e uomo simbolo di un Pescara che ritrova luce e speranza.
Insigne illumina l’Adriatico
Come racconta La Gazzetta dello Sport attraverso la firma di Luigi Schiavone, il momento più emblematico arriva al 23’ della ripresa: diecimila spettatori in piedi per salutare il loro leader, proprio mentre la partita cambia volto.
Il Palermo, che con Inzaghi pregustava un ulteriore passo avanti in classifica, si ritrova invece travolto dall’energia abruzzese. Il Pescara rompe l’equilibrio e infligge ai rosanero la prima sconfitta dopo 14 risultati utili consecutivi.
Per Luigi Schiavone, è stata «una partita di coraggio e precisione», tre punti pesantissimi nella corsa salvezza.
Aggressività e qualità
La Gazzetta dello Sport evidenzia come l’emergenza non abbia spaventato Gorgone. Anzi, l’esordio dal primo minuto di Insigne ha trasformato la squadra: trequarti accesa, manovra imprevedibile, Russo e Di Nardo innescati con continuità.
Il Palermo, schierato con il consueto 3-4-2-1 e guidato dal capocannoniere Pohjanpalo, parte intenso ma viene soffocato dal pressing alto del Pescara. Al 9’ è proprio Insigne a sfiorare il vantaggio su punizione, costringendo Joronen a un intervento miracoloso.
Secondo Luigi Schiavone, il primo tempo è un continuo capovolgimento di fronte: Saio salva più volte, Pierozzi chiama il portiere abruzzese al riflesso, mentre Di Nardo spreca prima dell’intervallo.
Dal vantaggio al ribaltone
La ripresa sembra sorridere al Palermo: al 2’ Johnsen e Segre combinano sulla fascia, Pohjanpalo anticipa Capellini e firma il suo 18° centro stagionale.
Ma, come ricostruisce La Gazzetta dello Sport, è l’episodio del 10’ a cambiare tutto: rinvio errato di Joronen, Di Nardo intercetta e serve Insigne, freddissimo davanti alla porta per l’1-1.
Da lì in poi, scrive Luigi Schiavone, il Pescara domina. Russo sfiora il vantaggio, Joronen si supera su Faraoni e Di Nardo. Il Palermo ha l’occasione per chiudere i conti, ma Pohjanpalo manca incredibilmente il tap-in dopo un rimpallo sulla traversa.
Al 42’ arriva la svolta definitiva: Meazzi, appena entrato al posto di Insigne, calcia dal limite, una deviazione spiazza Joronen e vale il 2-1.
Palermo irriconoscibile
Nel finale, evidenzia ancora Luigi Schiavone sulla Gazzetta dello Sport, il Pescara difende con ordine un successo vitale.
Il Palermo di Inzaghi, invece, offre l’immagine di una squadra spenta e vulnerabile, interrompendo una striscia positiva che durava dall’8 novembre.