SERIE A

Gazzetta dello Sport: “Orsato inaugura il nuovo corso arbitrale: «Più precisione in campo, meno interventi del VAR»”

L’Associazione Italiana Arbitri apre ufficialmente una nuova era con Daniele Orsato alla guida della CAN A e B. L’ex arbitro internazionale è stato presentato come nuovo designatore nel corso della cerimonia andata in scena nella sala “Paolo Rossi” della FIGC, alla presenza del presidente federale Giovanni Malagò. Come racconta Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, il nuovo corso arbitrale punta su qualità tecnica, uniformità di giudizio e valorizzazione dei giovani.

Nel corso della presentazione, racconta Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, Orsato ha subito indicato quale sarà la priorità del proprio mandato: migliorare il rendimento degli arbitri sul terreno di gioco per limitare il ricorso al VAR.


«Il mio vademecum? Più precisione tecnica in campo e gli interventi al Var saranno ridotti al minimo. L’arbitro deve mettersi nelle condizioni di vedere e valutare bene. Nel momento in cui non arriveremo a vedere bene, ecco che come una squadra l’intervento del Var andrà a correggere».

Il nuovo designatore ha quindi ribadito la volontà di investire sul lavoro quotidiano e sulla crescita dell’intera classe arbitrale.

«Lavoreremo sodo e tanto, studieremo tantissimo, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani».

Come sottolinea Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, il nuovo assetto tecnico dell’AIA ruota attorno al direttore tecnico Domenico Messina, affiancato dai nuovi designatori Daniele Orsato per la CAN A e B, Nicola Ayroldi per la CAN C e Paolo Dondarini per la CAN D.

Il vicepresidente vicario Francesco Massini ha evidenziato come la nomina di Messina sancisca «la centralità della tecnica separata dalla politica», ricordando inoltre il profondo rinnovamento delle Commissioni arbitrali.

Lo stesso Domenico Messina, come riferisce ancora Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, ha fissato le linee guida del nuovo progetto tecnico.

«Tracceremo linee guida e gli arbitri dovranno parlare la stessa lingua dalla Serie A in giù. Le parole chiave sono qualità e futuro».

Messina ha poi ribadito uno dei principi fondamentali del nuovo corso arbitrale.

«Il rispetto non può mancare. L’anno scorso sono stati fatti passi importanti contro la violenza fisica e verbale sugli arbitri. Va fatto un ulteriore sforzo».

Anche Orsato ha posto l’accento sui valori che dovranno caratterizzare il gruppo arbitrale.

«Lo spirito di sacrificio non mancherà, la creazione di un gruppo è fondamentale; educazione e rispetto non saranno negoziabili».

Sulla stessa linea si sono espressi anche Nicola Ayroldi e Paolo Dondarini, chiamati rispettivamente a guidare la CAN C e la CAN D.

Ayroldi ha spiegato:

«Il confronto con la categoria superiore è inevitabile, tutto dovrà andare sullo stesso filone. Non negoziabile? Il comportamento: mai fuori dai binari».

Dondarini ha invece evidenziato il lavoro che verrà svolto con i giovani direttori di gara.

«Mi occuperò di molti giovani, la formazione sarà capillare sul comportamentale. La mancanza di rispetto non deve esistere».

Tra gli argomenti affrontati durante la presentazione figurano anche il professionismo arbitrale, il progetto Open VAR e le possibili novità regolamentari.

Come racconta Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, il vicepresidente AIA Michele Affinito ha confermato la disponibilità ad aprire un confronto con la FIGC sul professionismo arbitrale, mentre Messina ha annunciato un imminente viaggio a Nyon per confrontarsi con la UEFA sulle linee guida relative all’utilizzo del VAR.

«Presto sarò a Nyon per parlare con la UEFA e rendere il più uniforme possibile la gestione dei vari campionati».

Il direttore tecnico ha inoltre affrontato il tema delle possibili modifiche regolamentari.

«Per la revisione dell’angolo bisognerà attendere un’eventuale decisione della FIGC, mentre sulla possibile revoca del secondo cartellino giallo serviranno ulteriori approfondimenti».

Infine, rispondendo alle domande sul caso Balogun e sulle dichiarazioni di Donald Trump riguardanti l’arbitro brasiliano Claus, Messina ha difeso con forza il sistema arbitrale italiano.

«In questa AIA ci sono persone pulite e trasparenti, al di sopra di ogni sospetto. Chi fa allusioni dovrebbe essere più chiaro e non gettare fango senza motivo».

In chiusura, Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport ricorda il pensiero rivolto da Orsato al suo predecessore Gianluca Rocchi, figura centrale nella sua crescita arbitrale.

«Continueremo con lo spirito che ci ha contraddistinto quando eravamo arbitri insieme e quello che abbiamo imparato cercherò di trasmetterlo ai nostri arbitri».

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Redazione Ilovepalermocalcio