L’era di Giovanni Malagò alla guida della FIGC è ufficialmente iniziata e il primo grande dossier da affrontare riguarda la Nazionale italiana. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il nuovo presidente federale vuole procedere con metodo, partendo dalla definizione del progetto tecnico prima ancora di scegliere il prossimo commissario tecnico.
Secondo la Gazzetta dello Sport, Malagò ritiene prioritario individuare il nuovo presidente del Club Italia e direttore tecnico federale, figura che dovrà partecipare direttamente alla scelta dell’allenatore della Nazionale. «Il progetto tecnico ora ha la priorità», è il concetto che accompagna l’avvio del nuovo corso federale.
In questo scenario, la candidatura di Antonio Conte sta acquisendo sempre più forza. La Gazzetta dello Sport evidenzia come l’ex allenatore del Napoli sia oggi il nome che raccoglie il maggior consenso tra i club di Serie A e tra numerosi dirigenti del calcio italiano. La sua esperienza in azzurro, maturata tra il 2014 e il 2016, rappresenta un elemento che viene considerato particolarmente prezioso in un momento storico delicato per la Nazionale.
Nel frattempo Roberto Mancini resta in corsa. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il tecnico campione d’Europa nel 2021 abbia manifestato la propria disponibilità a tornare sulla panchina azzurra, accettando condizioni economiche compatibili con le disponibilità federali. Tuttavia, il suo addio dell’estate 2023 continua a suscitare perplessità in una parte del mondo calcistico italiano.
Parlando del profilo ideale del futuro commissario tecnico, Malagò ha lasciato intendere quale direzione vorrebbe seguire. «In un altro momento storico avrei sposato l’idea di un allenatore da filiera, ma come fai, con questa pressione anche di opinione pubblica, a ragionare in questo modo», ha spiegato ai microfoni della Rai, parole riportate dalla Gazzetta dello Sport e interpretate da molti come un riferimento alla necessità di affidarsi a una figura di grande impatto e prestigio.
Allo stesso tempo il presidente federale non perde di vista il tema delle risorse economiche. «Gli allenatori di squadre di club hanno un loro mercato anche nelle nazionali. Possono essere un po’ più benevoli, ma le dinamiche sono analoghe. Bisogna tenere conto della realtà in termini di budget, ogni risorsa oggi va data alle componenti», ha sottolineato ancora Malagò secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.
Accanto alla scelta del commissario tecnico, prende sempre più quota il nome di Paolo Maldini come futuro direttore tecnico della FIGC. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’ex capitano del Milan rappresenta il profilo che mette d’accordo gran parte delle componenti federali e sarebbe considerato il candidato ideale per guidare il nuovo progetto tecnico della Nazionale. La sua nomina viene descritta come molto vicina, anche se manca ancora l’ufficialità.
La giornata dell’elezione ha certificato una vittoria netta per Malagò. Come ricostruisce la Gazzetta dello Sport, il nuovo presidente federale ha ottenuto il 68,58% dei voti superando nettamente Giancarlo Abete. Un risultato che rafforza la sua posizione e gli offre una base solida per affrontare le riforme che il calcio italiano attende da anni.
Nel suo primo intervento da presidente FIGC, Malagò ha ribadito la necessità di intervenire sul sistema con coraggio e determinazione. «Se non si cambia, qualcuno ci metterà nelle condizioni di cambiare», ha dichiarato, aprendo il capitolo delle riforme che riguarderanno governance, sostenibilità e rapporti istituzionali.
Uno dei primi appuntamenti sarà proprio il confronto con il ministro dello Sport Andrea Abodi. La Gazzetta dello Sport evidenzia come il nuovo presidente federale voglia ricostruire un dialogo più efficace tra politica e calcio, dopo mesi caratterizzati da tensioni e incomprensioni.
Per il momento, però, l’attenzione resta concentrata soprattutto sulla Nazionale. Conte appare oggi il candidato più forte, Maldini è sempre più vicino al ruolo di direttore tecnico e Malagò prepara le prime mosse della sua gestione con l’obiettivo di restituire competitività e credibilità al calcio italiano.