SERIE B

Gazzetta dello Sport: “Iemmello: «La Serie A col Catanzaro è il mio sogno. Palermo? Con un altro calcio avrebbe vinto già a gennaio»”

La ferita di Monza non si è ancora rimarginata. Pietro Iemmello riparte da quella semifinale playoff sfumata a un passo dalla Serie A e, nell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, racconta emozioni, ambizioni e il legame profondo che lo unisce al Catanzaro.

Il capitano giallorosso, intervistato da Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, ammette di non aver ancora superato la delusione per la mancata promozione.


Passata?

«Ancora no… Dentro di me c’era un grande orgoglio per quello fatto. Per quello che si era creato attorno a noi, in Serie A è come se ci fossimo arrivati».

Tra i momenti più intensi della stagione ci sono le lacrime versate al termine della gara di Monza. Un’immagine che, come racconta a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, rappresentava l’intera città.

Le sue lacrime a Monza hanno commosso tutti.

«Spontanee, sincere. Le mie lacrime sono state quelle della città e di tutti i miei compagni, mi vengono ancora i brividi: penso a quanta appartenenza avevano i ragazzi e quanto ci credevano. Mi sono commosso per loro».

Il sogno resta immutato: portare il Catanzaro in Serie A.

Cosa significa per lei portare il Catanzaro in Serie A?

«Avessimo vinto a Monza avrei fatto un anno e poi smesso. Ci ho pensato anche adesso: come ripartire dopo quella sconfitta? Volevo lasciare subito, sentivo il vuoto dentro, senza forze».

E ci ha ripensato?

«Penso alla Serie A, e finché gioco o lavorerò per il Catanzaro lo farò solo per quello».

Nel dialogo con Nicola Binda della Gazzetta dello Sport, Iemmello torna anche sul rapporto speciale con la tifoseria.

Francesco Totti dedicò la maglietta “6 unica” alla futura moglie Ilary Blasi, lei alla curva.

«È amore. Mi rivedo nei ragazzi della curva, da bambino andavo lì con il nonno, sempre allo stesso posto. Oggi giocare e dare a loro quelle emozioni per me è una sensazione unica».

Il Catanzaro ha centrato tre partecipazioni consecutive ai playoff, un risultato che per il bomber non deve essere considerato scontato.

Avete fatto tre playoff di fila.

«Ogni anno partiamo per salvarci e poi ci arriviamo. Perché riusciamo sempre a fare qualcosa in più. È giusto così: la B è insidiosa, abbiamo visto grandi squadre retrocedere o quasi».

Adesso per la piazza sembra quasi scontato rifarli…

«Sì, lo era anche quest’anno. Siamo partiti male, ma si vedeva il lavoro, c’era un futuro e siamo arrivati in fondo, vicini alla A. A volte i tifosi non lo capiscono, vogliono sempre di più. Ma la visione della società è giusta e alla fine porta sempre risultati».

Tra i temi affrontati nell’intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport e firmata da Nicola Binda, anche il rapporto con Alberto Aquilani.

Tre playoff con tre allenatori diversi. Con Aquilani aveva un rapporto speciale, vero?

«Ho arretrato un po’ la posizione, ma anche per l’età… Mi sono rivisto nei principi che lui mi chiedeva e mi sono trovato benissimo. Ha trovato il ruolo adatto a me e a tanti compagni, che hanno reso molto di più».

E adesso chi arriva?

«La cosa importante è che sia rimasto il direttore Polito, grazie a lui mi rivedo nel gruppo e mi dà forza per andare avanti».

Il ds cerca un tecnico con le caratteristiche di Aquilani.

«Lo richiede la squadra, che da anni fa questo tipo di calcio e raccoglie sempre risultati».

Lei, da capitano, dovrà approvare la scelta…?

«Io mi fido della società. Quando chiedono il mio parere ci confrontiamo, ma mi fido di quello che decidono».

L’attaccante dedica poi parole importanti ai giovani che si sono messi in evidenza nell’ultima stagione.

Da Favasuli a Liberali: tra i giovani lanciati in questa stagione chi potrà andare lontano?

«Cisse e Liberali sono quelli più talentuosi, il calcio italiano deve avere la forza per puntare su di loro, come fanno all’estero. Cisse l’ha preso il Milan e poi si è infortunato: se lo darà in prestito, meglio se lo rimanda qui. Favasuli per il cuore che ha potrebbe giocare nel Real Madrid. E poi Alesi, o Pompetti, e i due del Como come Rispoli e Jack, che sono fortissimi».

Nell’intervista raccolta da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, Iemmello elogia anche il presidente Floriano Noto.

A Catanzaro ogni anno cambiano tante cose, ma ci sono due punti fermi: lei in attacco e Floriano Noto alla presidenza.

«Lo conosco da quasi 25 anni, giocavo con suo figlio, che è mio amico. Il presidente mi ha preso cinque anni fa e mi ha colpito: aveva una visione che oggi è rimasta uguale e funziona. Ha strutturato e migliorato la società, c’è tanto da fare ma con la sua ambizione ci crediamo: è la cosa che mi piace di più».

Spazio infine a una riflessione sulla Serie B e sul Palermo.

Cambiano tante cose, anche la Serie B è stata diversa dal solito: l’ha notato anche lei?

«Sì, Venezia, Frosinone, noi e la Juve Stabia facevamo un calcio coraggioso, propositivo. Se Monza e Palermo avessero giocato così, avrebbero vinto a gennaio. E tanti danno fiducia ai giovani. È un calcio che premia, spero cambi ancora di più, anche se c’è troppo dislivello economico tra i club. Penso che ci saranno ancora più progetti di calcio coraggioso, senza voler più speculare sui risultati».

Una manna per voi attaccanti.

«È quello che ho sempre cercato. Quando ho trovato allenatori così, da De Zerbi in giù, mi sono sempre divertito. Altrimenti avrei già smesso davvero».

La chiusura riguarda un obiettivo personale.

Le mancano 21 gol per fare 100 con il Catanzaro.

«Lo so, è un mio obiettivo. Se non ce la faccio in questo campionato, ne farò uno in più…».

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Redazione Ilovepalermocalcio