ROMA – La corsa alla presidenza FIGC entra nel vivo e passa dalle componenti tecniche. Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, gli incontri tra i possibili candidati Giovanni Malagò e Giancarlo Abete con Assocalciatori e Assoallenatori rappresentano un passaggio decisivo in vista dell’elezione.
Un confronto lungo e approfondito, sottolinea Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport: due ore ciascuno, a conferma del peso specifico delle due componenti, che insieme valgono il 30% dei voti complessivi (20% AIC e 10% AIAC). Un blocco che, come evidenzia Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, potrebbe risultare determinante nella scelta del nuovo presidente.
Al termine degli incontri, però, nessuna decisione ufficiale. A spiegare la situazione è il presidente dell’AIC Umberto Calcagno: «Prima faremo i nostri passaggi interni, convocando anche i 52 delegati che il 22 giugno esprimeranno il proprio voto in assemblea elettiva».
Clima positivo, almeno nelle dichiarazioni. Malagò, come riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, ha parlato di «due ore di confronto su molti temi», sottolineando come siano emerse le problematiche delle componenti tecniche. Sulla stessa linea anche Abete: «Incontro positivo e diretto. Ci sentiremo nei prossimi giorni», ha dichiarato, ribadendo la volontà di proseguire nel percorso.
Il nodo centrale, però, è un altro. Come evidenzia Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, calciatori e allenatori chiedono un ruolo più forte nella struttura federale, in particolare all’interno del Club Italia. Un tema che potrebbe indirizzare la scelta finale.
Calcagno entra nel merito: «Abbiamo condiviso gli aspetti più importanti riguardo al Club Italia e al coinvolgimento nella parte apicale di un ex calciatore con un ruolo importante». Un passaggio chiave, sottolineato ancora da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, che apre a scenari nuovi.
L’idea è quella di inserire una figura di riferimento forte, capace di affiancare il presidente nelle scelte tecniche, dalla nomina del commissario tecnico alla gestione complessiva del progetto azzurro. «Serve un ulteriore passo avanti», ha spiegato Calcagno, indicando una necessità ormai condivisa.
E il nome? Secondo quanto riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il profilo più apprezzato sarebbe quello di Paolo Maldini. Una figura autorevole, con esperienza e credibilità, che potrebbe rappresentare il punto di equilibrio tra parte politica e tecnica.
Gli scenari restano aperti. Da qui al 13 maggio, data limite per la presentazione delle candidature, molto dipenderà dai programmi e dalle scelte strategiche dei candidati. Una partita ancora tutta da giocare, dove ogni voto può fare la differenza.