La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva. Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, mentre il sistema calcio è scosso dall’inchiesta arbitrale, la politica sportiva guarda già al 22 giugno, data delle elezioni federali.
Secondo Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, i due candidati principali restano Malagò e Abete, sostenuti rispettivamente dalla Serie A (quasi compatta) e dalla Lega Nazionale Dilettanti. Ma l’equilibrio si giocherà soprattutto sul voto delle componenti tecniche.
Come evidenzia la Gazzetta dello Sport, il peso elettorale di calciatori e allenatori è determinante: il 20% per l’AIC e il 10% per l’AIAC. Un blocco che, come sottolinea Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, potrebbe indirizzare in modo decisivo l’elezione.
Sul fronte decisionale, i tempi sono stretti. Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, Ulivieri ha annunciato:
«Il 29 riunirò il consiglio direttivo. Abbiamo parlato sia con Malagò sia con Abete, adesso decideremo».
Più complesso il percorso dell’AIC, che — come riporta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport — punta a una scelta condivisa dopo aver consultato tutti gli associati, per garantire compattezza interna.
Dalle prime indicazioni, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, sembra emergere un orientamento favorevole a Malagò, visto come figura di rinnovamento e dirigente di comprovata esperienza.
Il tema centrale, evidenzia Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, riguarda anche il ruolo dei calciatori nella futura governance: l’AIC chiede una presenza più incisiva nelle scelte tecniche, a partire dalla nomina dei commissari tecnici delle Nazionali.
Sul piano numerico, la partita è aperta. Come ricostruisce la Gazzetta dello Sport, Malagò parte con circa il 18% della Serie A, mentre Abete può contare su un 34% della LND. Per essere eletti serve il 51%, rendendo decisivo il consenso delle componenti tecniche.
Infine, resta sullo sfondo il tema del commissariamento. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, Abete ha chiarito:
«Il commissariamento non è mai una soluzione».
Sulla stessa linea Ulivieri, sempre citato dalla Gazzetta dello Sport:
«Il commissario non può nel modo più assoluto essere un mezzo per accelerare le riforme».
Una settimana chiave, dunque, come sottolinea Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, tra strategie politiche, alleanze e programmi da presentare entro il 13 maggio. Il futuro del calcio italiano passa da qui.