La corsa italiana verso Euro 2032 cambia passo. Dopo mesi di ritardi e incertezze, il quadro degli stadi candidati appare oggi molto più solido, con almeno una decina di impianti considerati tecnicamente eleggibili e sette candidature che sembrano aver guadagnato un vantaggio sulle altre.
Come racconta Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, la mappa delle città più forti porta da Torino a Palermo passando per Milano, Firenze, Roma e Napoli. L’organizzazione italiana dell’Europeo condiviso con la Turchia non è in discussione, mentre resta aperta la competizione interna per individuare le cinque sedi che verranno poi sottoposte alla UEFA.
Roma davanti a Milano
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il confronto tra Roma e Milano. Il nuovo stadio della Roma a Pietralata risulta oggi più avanti rispetto al progetto del nuovo San Siro soprattutto sul piano amministrativo.
Secondo quanto riportato da Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, la conferenza dei servizi relativa al progetto giallorosso dovrebbe concludersi entro il 15 settembre, mentre per Milano un passaggio analogo arriverà più avanti.
La differenza temporale potrebbe tradursi in circa un anno di vantaggio per il progetto romano.
Roma, inoltre, può contare sull’Olimpico, impianto già conforme ai principali parametri UEFA e destinatario di ulteriori investimenti pubblici per circa 160 milioni di euro. Il nuovo Flaminio, invece, non avrebbe possibilità concrete di rientrare nella corsa per Euro 2032.
Torino e Firenze in posizione favorevole
Anche Torino parte da una situazione particolarmente solida. Lo Stadium della Juventus non presenta le complessità amministrative e infrastrutturali di altri progetti e rappresenta quindi una delle candidature più forti.
Firenze ha invece superato soprattutto l’ostacolo economico grazie al finanziamento del secondo lotto dei lavori al Franchi.
Come evidenzia ancora Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, l’obiettivo è completare l’intervento nel 2029. Anche in presenza di un ritardo di sei mesi o un anno, Firenze dovrebbe comunque riuscire a rispettare il limite fissato per giugno 2031.
Palermo, la grande sorpresa della corsa
La candidatura che ha compiuto il salto più significativo è però quella di Palermo.
Nel 2023 il capoluogo siciliano non figurava nemmeno tra i dieci stadi inizialmente proposti dalla FIGC. Oggi, invece, viene indicato come una delle candidature più forti.
Un’accelerazione rapidissima, realizzata nell’arco di circa dieci mesi e resa possibile dall’intesa tra istituzioni e proprietà del club.
Secondo Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, l’operazione prevede risorse molto importanti: circa 60 milioni di euro dalla Regione, 70 milioni dal Comune e circa 200 milioni dal City Football Group.
In totale si parla quindi di un progetto nell’ordine dei 330 milioni di euro.
L’intervento previsto non dovrebbe limitarsi a un semplice restyling del Renzo Barbera, ma puntare a una trasformazione profonda dell’impianto e dell’area circostante.
La pressione esercitata dalla candidatura a Euro 2032 avrebbe inoltre contribuito a superare diffidenze e contrasti che in passato avevano rallentato il percorso.
Napoli punta sul Maradona
Anche Napoli conserva una posizione importante nella corsa. La forza della candidatura è legata alla dimensione della città, alla tradizione calcistica e alla capacità ricettiva.
Il progetto di riferimento è la riqualificazione del Maradona, sostenuta dal Comune attraverso un investimento pubblico indicato in circa 210 milioni di euro.
Il percorso dell’amministrazione comunale procede separatamente rispetto alle idee di Aurelio De Laurentiis per un eventuale nuovo stadio. Quest’ultima soluzione, secondo il quadro tracciato dalla Gazzetta dello Sport, avrebbe però tempi troppo lunghi per poter essere realmente presa in considerazione in vista di Euro 2032.
Non basta avere uno stadio a norma
La selezione finale non dipenderà esclusivamente dalle caratteristiche tecniche degli impianti. Una città candidata deve infatti essere in grado di sostenere l’intera macchina organizzativa di un Europeo.
Trasporti, strutture alberghiere, fan zone, campi di allenamento e servizi logistici avranno un peso determinante, soprattutto considerando un evento capace di movimentare milioni di tifosi.
Per questa ragione, pur essendo pienamente eleggibili dal punto di vista tecnico, città come Genova, Salerno, Lecce e Cagliari partirebbero più indietro nella gerarchia potenziale.
Come sottolinea per la quinta volta Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, quando la FIGC dovrà restringere la lista a cinque candidature peseranno inevitabilmente anche la dimensione dell’impianto e la forza complessiva della città.
Più complicata appare infine la situazione di Bologna. Il progetto legato ai terreni della Fiera potrebbe avere prospettive importanti nel medio periodo, ma i tempi rischiano di essere incompatibili con le scadenze di Euro 2032.
Il quadro complessivo, però, è decisamente più positivo rispetto a un anno fa. E dentro questa nuova geografia degli stadi italiani, Palermo è passata rapidamente da outsider a una delle candidature più credibili.