Tredici città e quattordici impianti: Palermo e il Renzo Barbera restano ufficialmente nella corsa verso Euro 2032. La Figc ha trasmesso alla Uefa i dossier delle sedi ritenute idonee a proseguire il processo di candidatura per la competizione che l’Italia dovrebbe ospitare insieme alla Turchia. Alla fine saranno soltanto cinque gli stadi italiani scelti per disputare le partite.
Come scrive Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, la Federcalcio ha rispettato la timeline prevista, completando la valutazione formale della documentazione presentata dalle varie città. Non viene preso in considerazione soltanto lo stadio, ma anche l’insieme dei servizi offerti dalla città.
Palermo avanti con il Barbera riqualificato
L’elenco comprende Bari con il San Nicola riqualificato, Bologna con il nuovo stadio, Cagliari con il nuovo Gigi Riva, Firenze con il Franchi riqualificato, Genova con il Ferraris riqualificato, Lecce con il Via del Mare riqualificato, Milano con il nuovo San Siro, Napoli con il Maradona, Palermo con il Barbera riqualificato, Salerno con l’Arechi riqualificato, Torino con l’Allianz Stadium e Verona con un nuovo impianto al posto del Bentegodi.
Roma è invece l’unica città presente con due candidature: l’Olimpico e il nuovo stadio di Pietralata.
Secondo quanto ricostruito da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, allo stato attuale soltanto l’Allianz Stadium di Torino è già perfettamente pronto. Per cinque impianti, invece, deve ancora essere posata la prima pietra: il nuovo San Siro, lo stadio della Roma, quelli di Cagliari e Bologna e il nuovo impianto di Verona.
La corsa agli stadi accelera
Tra le novità evidenziate dalla Gazzetta dello Sport c’è quella relativa a Bari. Gli ultimi documenti sono arrivati dopo la proposta da 250 milioni di euro di partenariato pubblico-privato presentata da Stadio&Co., riconducibile all’imprenditore americano Greg Vaughn. Il progetto porta la firma di Renzo Piano, già autore del San Nicola realizzato per Italia ’90.
Passi avanti anche a Bologna, dove l’accordo tra il club e BolognaFiere prevede la realizzazione di un nuovo impianto polifunzionale da 35 mila posti, con un investimento di circa 300 milioni di euro.
Verona ha invece presentato al Comune il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, avviando formalmente il procedimento per un nuovo stadio da 30 mila spettatori che dovrebbe sorgere al posto del Bentegodi.
L’interesse delle città è legato anche alle possibili ricadute economiche. Nel pezzo firmato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport viene indicata una stima compresa tra 800 milioni e un miliardo di euro di indotto per le città che ospitano una gara. Per diversi territori, inoltre, la candidatura rappresenta l’occasione per sfruttare le opportunità offerte dalla presenza del commissario governativo per gli stadi Massimo Sessa.
Adesso decide la Uefa, poi toccherà alla Figc
Il prossimo passaggio sarà affidato alla Uefa. Verranno analizzati i requisiti degli impianti e delle città, prendendo in considerazione aspetti come servizi per i tifosi, accessibilità, sostenibilità, servizi per i media, sicurezza e ospitalità.
La Uefa eliminerà quindi le sedi che non riterrà pronte. Soltanto successivamente la Figc indicherà i cinque stadi italiani destinati a ospitare Euro 2032.
«Siamo soddisfatti per il numero e la qualità dei dossier arrivati in Figc – ha dichiarato Giovanni Malagò – a testimonianza dell’impegno e della partecipazione con cui l’Italia ha risposto a questa sfida. Il lavoro svolto finora conferma la volontà di offrire a Euro 2032 città e impianti all’altezza di un grande evento internazionale».
Per Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, dunque, la prima selezione mantiene aperta la corsa per tutte le città indicate. Palermo supera questo passaggio con il progetto di riqualificazione del Renzo Barbera: ora toccherà alla Uefa esaminare il dossier prima della scelta finale delle cinque sedi da parte della Figc.