ROMA – Nessuno sconto, nessun compromesso. Fabio Capello, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, analizza senza filtri la crisi del calcio italiano e della Nazionale, individuando problemi strutturali profondi.
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, Capello parte da un concetto chiaro: il fallimento dell’Italia non è episodico, ma lo specchio di un sistema che non funziona più.
Come si spiega il disastro della Nazionale?
«La partita con la Bosnia si poteva anche vincere, perché abbiamo commesso degli errori, però se non ci qualifichiamo anche dopo l’ampliamento delle partecipanti al Mondiale, significa che abbiamo dei problemi».
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, Capello evidenzia una crisi strutturale: tre mancate qualificazioni consecutive non possono essere casuali.
Come si guarisce?
«Un tempo la Nazionale era formata dai blocchi delle squadre, adesso invece i giocatori sono “sparpagliati”. Senza blocco manca lo spirito di squadra».
La Gazzetta dello Sport evidenzia come il tema dell’identità e della coesione sia centrale nell’analisi dell’ex tecnico.
Difetti più di tecnica, fisico o mentalità?
«Tecnici. La Nazionale è lo specchio del campionato italiano. Da noi si cammina o si corricchia, negli altri Paesi corrono e scattano».
Secondo la Gazzetta dello Sport, Capello punta il dito contro il ritmo e la qualità del gioco italiano, inferiori rispetto agli standard internazionali.
Perché la qualità è scesa?
«L’errore più grave sta nei settori giovanili, dove a 12 anni fanno gli schemi. Io manderei via l’allenatore subito».
La Gazzetta dello Sport sottolinea un passaggio chiave: il problema nasce dalla formazione dei giovani, dove si privilegia la tattica rispetto alla tecnica.
Come si migliora?
«Bisogna insegnare la tecnica. Non tutti siamo uguali, bisogna capire i difetti e lavorarci».
Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, Capello richiama i metodi del passato, fondati su esercizi tecnici e formazione individuale.
Perché i giovani non arrivano?
«Sono andati in mano a gente che non sapeva di calcio. Oppure agli allenatori che non hanno coraggio».
La Gazzetta dello Sport rimarca come, secondo Capello, manchi anche il coraggio nelle scelte tecniche.
Tre ct in poco tempo hanno creato confusione?
«Spalletti ha fatto un brutto Europeo. Mancini ha mollato la barca. Gattuso ha cercato di recuperare la situazione».
Nel passaggio riportato dalla Gazzetta dello Sport, emerge una valutazione netta anche sui recenti commissari tecnici.
Meglio Conte o Mancini?
«Deciderà il nuovo presidente, io non c’entro».
Cosa deve fare il nuovo ct?
«Può fare poco. Deve avere fortuna e mettere insieme un gruppo con spirito e qualità».
Come evidenzia la Gazzetta dello Sport, Capello ridimensiona anche il ruolo del commissario tecnico, indicando nel sistema il vero problema.
Serve tempo?
«Serve una programmazione di dieci anni».
Il “guardiolismo” ha influito?
«Non puoi copiarlo. Lui aveva giocatori e risorse che noi non abbiamo».
La Gazzetta dello Sport sottolinea anche la critica culturale: l’Italia avrebbe tentato di imitare modelli non replicabili.
Presidente federale: cosa serve?
«Una persona che capisca cosa è stato sbagliato e scelga uomini competenti».
Lei farebbe il presidente?
«Alla mia età, ma siete matti?».