SERIE A

Gazzetta dello Sport: “Arbitri, il peso economico del sistema: 66,5 milioni di costi e riforma ferma”

Il sistema arbitrale italiano non è solo al centro del dibattito giudiziario, ma rappresenta anche una voce economica rilevante all’interno della Federcalcio. Come analizza Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, i numeri raccontano un mondo complesso, che va dalla Serie A ai campi dilettantistici.

Secondo Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, al 31 dicembre 2024 i costi complessivi dell’AIA ammontano a 66,5 milioni di euro, pari al 34% delle spese operative della FIGC. Una cifra che, come evidenzia la Gazzetta dello Sport, si distribuisce tra professionismo (26 milioni), dilettanti (27,5), settore giovanile (9,5) e altre voci legate a formazione e struttura.


Il dato più significativo, sottolinea Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, è la capillarità del sistema: circa 33mila arbitri impegnati in oltre 300mila partite ufficiali organizzate dalla FIGC, a testimonianza di un “esercito” che sostiene il calcio italiano a tutti i livelli.

Entrando nel dettaglio del professionismo, la Gazzetta dello Sport evidenzia come circa 20 milioni siano destinati ai compensi degli arbitri, a cui si aggiungono 4 milioni legati ai diritti d’immagine. Una struttura che comprende anche i costi per designatori e commissioni tecniche, pur in un quadro di autonomia gestionale dell’AIA.

Sul fronte dei ricavi, come riportato da Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, le sponsorizzazioni della classe arbitrale generano circa 3 milioni annui, mentre le Leghe coprono solo una parte dei costi VAR (2,8 milioni). Un sistema che resta quindi fortemente dipendente dalle risorse federali.

La Gazzetta dello Sport si sofferma anche sui compensi individuali: dirigere una gara di Serie A vale circa 4.000 euro lordi, mentre un arbitro internazionale può arrivare a guadagnare tra i 160 e i 170 mila euro annui, considerando parte fissa e gettoni partita.

Infine, Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport richiama il progetto di riforma pensato dall’ex presidente Gravina: una struttura autonoma sul modello inglese PGMOL, con un budget di circa 18 milioni e arbitri professionisti. Un piano che, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, è rimasto fermo dopo le recenti turbolenze del calcio italiano.

Un sistema complesso e costoso, dunque, che — come evidenzia la Gazzetta dello Sport — si trova oggi a un bivio tra riforma e gestione dell’emergenza.

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Redazione Ilovepalermocalcio